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Tecnologia

Energia eolica offshore e tutela del mare: tra benefici climatici e rischi per la biodiversità

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Turbine eoliche offshore installate in mare aperto
Le strutture galleggianti e fisse dell'eolico marino modificano le dinamiche biologiche dei fondali.

L’installazione di impianti per l’eolico offshore rappresenta uno dei pilastri della transizione energetica globale, ma introduce una convivenza complessa con gli equilibri biologici marini. Se da un lato la generazione di energia pulita riduce la dipendenza dai combustibili fossili, dall’altro la posa dei basamenti, il rumore subacqueo e i campi elettromagnetici dei cavi sottomarini modificano la vita di pesci, mammiferi e benthos. Comprendere la reale entità di queste alterazioni è indispensabile per pianificare installazioni realmente sostenibili.

L’avanzamento tecnologico spinge gli impianti sempre più al largo, alternando strutture fisse ancorate al fondale a piattaforme galleggianti adatte ad acque profonde. Ciascuna tipologia comporta interazioni ecologiche differenti, distribuite lungo l’intero ciclo di vita dell’opera. La sfida centrale riguarda la capacità di bilanciare la decarbonizzazione con la salvaguardia diretta della biodiversità marina.

Rumore sottomarino e vibrazioni: cosa accade durante la posa dei piloni?

La fase di costruzione costituisce il momento di massima pressione fisica sull’ecosistema acquatico. L’infissione dei monopali sul fondale genera onde acustiche a bassa frequenza e ad alta intensità che si propagano per chilometri attraverso la colonna d’acqua. Cetacei e pesci dotati di vescica natatoria risultano particolarmente sensibili a questi picchi di pressione sonora.

Queste perturbazioni possono causare disorientamento spaziale, allontanamento forzato dalle tradizionali aree di riproduzione e, nei casi più estremi, danni anatomici all’apparato uditivo delle specie protette. I sistemi galleggianti riducono parzialmente tale criticità eliminando la battitura pesante, pur richiedendo sistemi complessi di ormeggio e catene di ancoraggio che interagiscono con il substrato.

Una corretta valutazione ambientale non può limitarsi al conteggio delle emissioni evitate: deve quantificare la pressione acustica istantanea e continua esercitata sugli organismi marini lungo tutta la vita dell’impianto.

La dispersione dei sedimenti provocata dagli scavi sul fondale aumenta inoltre la torbidità dell’acqua, riducendo temporaneamente la fotosintesi della vegetazione marina e disturbando gli organismi filtratori. Una volta terminata la fase di cantiere, il profilo sonoro muta sensibilmente, lasciando spazio a un ronzio meccanico continuo a bassa intensità prodotto dalla rotazione della turbina.

Effetto barriera artificiale: l’inaspettato rifugio per alcune specie

Attorno alle strutture subacquee dell’eolico offshore si manifesta un fenomeno biologico duplice e spesso controintuitivo. Esiste la convinzione diffusa che i parchi eolici marini trasformino i tratti di mare interessati in deserti biologici privi di vita. La realtà sul campo mostra invece l’insorgenza del cosiddetto effetto reef o scogliera artificiale.

I piloni sommersi e i blocchi di ancoraggio offrono una superficie rigida ideale per la colonizzazione spontanea da parte di cozze, briozoi, alghe e piccoli crostacei. Questo strato biologico attrae specie ittiche in cerca di cibo e riparo, favorendo una rapida concentrazione locale di biomassa. L’interdizione alla navigazione commerciale e il blocco della pesca a strascico all’interno del perimetro di sicurezza trasformano di fatto il parco in una piccola oasi di ripopolamento per alcune specie bentoniche.

Impatti sulle rotte migratorie e sull’avifauna

La dinamica aerea presenta rischi del tutto differenti rispetto a quella sottomarina. Le pale rotanti rappresentano un potenziale pericolo di collisione per le specie aviarie che percorrono corridoi migratori internazionali attraverso il mare aperto.

Uccelli marini come gabbiani, berte e sterne possono subire l’effetto barriera, trovandosi costretti a deviare dai tragitti ottimali con un conseguente dispendio energetico aggiuntivo durante i voli stagionali. La mappatura preventiva delle rotte aeree rappresenta quindi il passaggio prioritario per evitare la sovrapposizione tra pale e corridoi biologici.

Confronto tra fasi del ciclo di vita: cantiere vs operatività

Valutare l’impronta di un impianto offshore richiede una distinzione netta tra i disturbi temporanei della posa e le dinamiche stabili della fase operativa ordinaria.

Fase del ciclo Impatto ambientale prevalente
Installazione e posa piloni Picchi acustici intensi, sospensione sedimenti, disturbo mammiferi marini
Posa cavi di trasmissione Alterazione del fondale e generazione di campi elettromagnetici localizzati
Fase operativa ordinaria Creazione effetto barriera, rumore a bassa frequenza, rischio per l’avifauna
Dismissione finale Movimentazione meccanica, perdita del nuovo substrato biologico colonizzato

Misure di mitigazione: come ridurre l’impronta ecologica

Per limitare i danni collaterali all’ambiente marino, le soluzioni ingegneristiche integrano protocolli di mitigazione sempre più stringenti durante le fasi di cantiere e monitoraggio continuo.

  • Barriere di bolle d’aria: sistemi di tubature forate posizionate attorno al punto di infissione che rilasciano bolle d’aria per smorzare e assorbire l’energia acustica prima che si diffonda nel mare aperto.
  • Avvio graduale dei lavori: emissioni sonore a intensità progressivamente crescente (soft-start) per consentire alla fauna ittica e ai mammiferi di allontanarsi spontaneamente prima del picco massimo.
  • Sistemi radar e sensori ottici: tecnologie integrate sulle navicelle in grado di individuare stormi in avvicinamento e arrestare temporaneamente la rotazione delle pale per evitare impatti.
  • Interramento schermato dei cavi: posa dei cavi di collegamento a una profondità sufficiente sotto la sabbia per schermare i campi magnetici che disturbano le specie elettro-recettive, come razze e squali.

La convivenza tra produzione energetica e tutela dell’ambiente marino dipende dalla qualità della pianificazione spaziale marina, evitando aree marine protette e banchi di particolare pregio ecologico.

🌊 Il rapporto tra energia pulita e salute del mare richiede un’analisi scientifica rigorosa priva di posizioni preconcette.

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