Due petroliere hanno preso fuoco nello Stretto di Hormuz a causa dell’impatto con mine marine. L’annuncio è arrivato dalle Guardie Rivoluzionarie dell’Iran.
Secondo le dichiarazioni diffuse da Teheran, gli equipaggi hanno evacuato i mercantili su richiesta delle forze militari statunitensi. Le navi sarebbero state guidate da personale americano lungo una rotta marittima non autorizzata prima dell’esplosione.
La Marina dei pasdaran ha annunciato imminenti sanzioni contro le compagnie di navigazione che operano sotto il coordinamento di Washington all’interno del canale minato.
La reazione di Donald Trump
Sulla vicenda è intervenuto Donald Trump attraverso la piattaforma Truth Social. L’ex presidente ha smentito l’intenzione di voler portare Teheran al tavolo dei negoziati.
Trump ha affermato che gli Stati Uniti mantengono un controllo quasi totale dello Stretto di Hormuz, definendo l’economia iraniana ormai al collasso e respingendo l’utilità di un’intesa diplomatica.

Impatto sui flussi marittimi
Le tensioni belliche e gli incidenti hanno provocato un’immediata frenata della circolazione commerciale lungo la rotta strategica del greggio.
I dati sui passaggi navali
I dati di tracciamento forniti dalla società di trade intelligence Kpler mostrano un calo del 50% dei transiti nello Stretto di Hormuz il 31 agosto, con appena 5 navi passate rispetto alle 10 del giorno precedente.
Delle 5 imbarcazioni registrate, quattro sono entrate nel Golfo Persico e una ne è uscita, navigando tra rotte iraniane, omanite e corridoi negoziati. Il monitoraggio ha rilevato due navi non identificate e un’unità sottoposta a sanzioni.
Nello Stretto di Bab el Mandeb la situazione è rimasta stabile, con 35 attraversamenti complessivi, 19 ingressi nel Mar Rosso e 16 uscite, senza attacchi segnalati dall’Organizzazione Marittima Internazionale.

