Andrea Sempio non si sottoporrà al colloquio con Roberto Catanesi, lo psichiatra incaricato dalla Procura di Pavia di redigere una relazione personologica sul suo profilo. L’accertamento puntava a verificare la capacità di intendere e di volere e l’eventuale pericolosità sociale del 38enne, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi.
Il rifiuto formale è stato notificato dai legali dell’indagato, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, in risposta alla richiesta depositata dall’esperto nominato dai magistrati. Per il consulente della procura, il faccia a faccia con l’indagato rappresentava un passaggio fondamentale per completare la relazione.
Lo scontro sulla consulenza personologica
La presa di posizione del collegio difensivo conferma quanto già comunicato lo scorso luglio, al momento del conferimento dell’incarico a Catanesi. I legali avevano chiarito da subito che Sempio non avrebbe preso parte ad alcuna valutazione clinica richiesta unilateralmente dall’accusa.
La linea degli avvocati difensori
Secondo l’avvocato Cataliotti, un approfondimento di tipo psichiatrico disposto dal pubblico ministero risulta privo di utilità se non viene prima riscontrata una specifica patologia.
La difesa precisa che la scelta di non presentarsi non equivale a una fuga dagli accertamenti. I legali sostengono infatti che una perizia di questa natura debba eventualmente svolgersi davanti a un giudice e nel contraddittorio tra le parti, pur precisando che non saranno loro a presentare tale richiesta.
Il conto alla rovescia del 28 settembre
L’incarico affidato a Catanesi rientra nel supplemento istruttorio coordinato dalla Procura di Pavia, la cui conclusione è fissata entro il 28 settembre.
Gli inquirenti mantengono i riflettori puntati su altri elementi chiave del fascicolo, tra cui l’impronta di scarpa con suola a pallini repertata sul luogo del delitto e i residui di Dna individuati sotto le unghie di Chiara Poggi, assassinata nella sua villetta di Garlasco il 13 agosto 2007.

