Germania al minimo da 15 anni, l’Italia riempie i serbatoi di gas all’84%: i dati sugli stoccaggi

Germania al minimo da 15 anni, l'Italia riempie i serbatoi di gas all'84%: i dati sugli stoccaggi
Germania al minimo da 15 anni, l'Italia riempie i serbatoi di gas all'84%: i dati sugli stoccaggi

I dati ufficiali dell’associazione di categoria tedesca Ines e delle piattaforme energetiche dell’Unione Europea segnalano una marcata divergenza nei livelli di riempimento dei depositi sotterranei di gas in vista della stagione fredda. Mentre la Germania scivola ai minimi storici dell’ultimo quindicennio, le infrastrutture italiane mantengono volumi ampiamente superiori alla media del continente.

Il deficit tedesco e la flessione della media europea

All’inizio di settembre i serbatoi della Germania si sono attestati a un riempimento pari al 54,52% della capacità complessiva, equivalente a 134,9 terawattora (TWh). Il dato rappresenta la quota più bassa registrata dall’organizzazione Ines da quando ha preso il via il monitoraggio sistematico delle riserve, quindici anni fa.

Nello stesso periodo dell’anno precedente, il comparto industriale tedesco disponeva di una copertura pari al 73,69%, con 183,5 TWh stoccati. Il ritardo accumulato riflette un rallentamento generale dell’Unione Europea, la cui media attuale si colloca al 66,9% (757 TWh), contro il 79,2% rilevato nello stesso periodo del 2025.

I volumi dell’Italia e la tenuta del sistema

Il quadro italiano evidenzia invece un livello di riempimento prossimo all’84%, corrispondente a 170,7 TWh di gas già iniettato nei giacimenti. La performance posiziona il Paese 17 punti percentuali al di sopra della media europea, configurando una riserva strategica fondamentale per l’area meridionale del continente.

Il sistema nazionale fa perno su una capacità di accumulo complessiva di 19 miliardi di metri cubi, cifra che costituisce circa un sesto dell’intera capienza presente nell’Unione Europea.

Fattori industriali e il premio di giacenza Arera

La continuità delle iniezioni poggia sul modello integrato di Snam, che articola in un’unica filiera le attività di trasporto, rigassificazione e stoccaggio sotterraneo.

A sostenere le operazioni commerciali concorre inoltre la cornice regolatoria stabilita dall’autorità Arera, che ha confermato il meccanismo del “premio giacenza” per il biennio 2026/2027. La misura neutralizza per gli operatori gli oneri finanziari derivanti dall’acquisto e dal mantenimento a magazzino dei quantitativi di combustibile.

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