Terziario a Treviso: energia su del 20%, cresce la richiesta di credito per il 23% delle imprese

Imprenditori e rappresentanti di categoria riuniti a Treviso
Presentazione dell'Osservatorio congiunturale sul terziario a Treviso.

L’Unione provinciale Confcommercio di Treviso e Banca Prealpi SanBiagio hanno diffuso i dati dell’Osservatorio congiunturale sul terziario relativi al primo semestre 2026. L’indagine, condotta insieme a Format Research su un campione di 800 attività economiche del territorio, delinea una fase complessa segnata da rincari diffusi e flessione della fiducia.

Fiducia in calo ma l’occupazione tiene

L’indice di fiducia generale delle imprese del terziario provinciale perde 8 punti rispetto all’indagine precedente. La fiducia nell’andamento della propria attività specifica si ferma a 45 punti, allineandosi alla media nazionale, mentre l’indice dei ricavi scende a quota 44.

Segnali differenti arrivano dal mercato del lavoro locale. L’indicatore dell’occupazione sale a 47 punti, superando i 45 registrati a dicembre 2025 e posizionandosi al di sopra della media italiana, con stime di ulteriore crescita per fine settembre.

Bollette e logistica: rincari a doppia cifra

La spesa energetica rappresenta il fattore di maggiore pressione sui bilanci aziendali. Oltre il 65% degli intervistati registra aumenti delle materie prime energetiche, con incrementi medi che superano il 20%.

Più del 45% delle imprese ha ricevuto proposte di revisione contrattuale per le forniture, giudicate penalizzanti in oltre il 26% dei casi. Nel 58% delle aziende questi aumenti hanno inciso direttamente sulla gestione operativa.

Forniture e magazzino sotto pressione

I rincari toccano anche logistica, trasporti e stoccaggio merci. Il 63,2% delle imprese segnala aumenti di prezzo da parte dei fornitori, con una media del 18%.

Circa il 34% del campione rileva difficoltà negli approvvigionamenti dovute alla ridotta disponibilità di materie prime. Nessun calo dei costi di trasporto è previsto per la fine del terzo trimestre.

Terziario a Treviso: energia su del 20%, cresce la richiesta di credito per il 23% delle imprese

Sale al 23% la richiesta di finanziamenti

La capacità di coprire il fabbisogno finanziario scende da 47 a 43 punti, restando comunque superiore al parametro nazionale di 40. Per sostenere le spese correnti, il 23% delle imprese ha richiesto nuovi finanziamenti bancari nel primo semestre, contro il 19% rilevato a fine 2025.

Il sistema bancario ha risposto positivamente: il 71% delle domande presentate è stato accolto per l’intero importo richiesto, segnando una crescita di 10 punti percentuali.

Spese obbligate e impatto sul commercio

Giovanni Profumo, vice commissario dell’Unione provinciale Confcommercio, evidenzia come l’aumento dei costi incida sui consumi generali. Le stime nazionali indicano che le spese obbligate assorbono oltre il 40% del budget familiare, con più di 5.300 euro pro capite destinati alla casa e 1.829 euro a luce, gas e carburanti.

«Se famiglie e lavoratori devono pagare di più per i carburanti e le bollette, si riducono gli acquisti nei negozi», spiega Profumo. Confcommercio sta predisponendo una convenzione dedicata per bloccare le tariffe energetiche per 5 anni.

Francesco Piccin, capoarea di Banca Prealpi SanBiagio, conferma la risposta dell’istituto: «L’aumento delle richieste accolte integralmente conferma la solidità della relazione tra banca e tessuto produttivo, fondamentale per difendere i margini operativi e la capacità di investimento in una fase di forte incertezza».

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