L’estetica degli anni Sessanta riafferma la sua influenza sull’hairstyling contemporaneo. Il protagonista assoluto di questo ritorno è il beehive, la celebre acconciatura scultorea che punta su altezze vertiginose e forme bombate.
Nato come simbolo di rottura rispetto ai tagli composti del decennio precedente, questo hairstyle torna a dominare i red carpet in versioni adattate al gusto attuale.
Origini e anatomia del volume ad alveare
Chiamato letteralmente “alveare” per la forma conica che ricorda un nido d’api, il beehive è stato ideato nel 1960 dall’hairstylist statunitense Margaret Vinci Heldt.
La tecnica classica si basa su una meticolosa cotonatura delle radici per costruire una struttura interna compatta, poi levigata in superficie e fissata con lacca per garantire tenuta e ariosità.
Da Audrey Hepburn ad Amy Winehouse: le icone storiche
Negli anni Sessanta il beehive è diventato il tratto distintivo di numerose figure dello spettacolo. Cantanti e attrici ne hanno sfruttato la teatralità per costruire un’immagine pubblica immediatamente riconoscibile.
Dusty Springfield nel 1966.
La cantante britannica Dusty Springfield ha reso iconico il volume biondo extra large, mentre Ronnie Spector lo ha trasformato nel marchio di fabbrica del gruppo vocale The Ronettes.
Ronnie Spector nel 1964.
Sul grande schermo, Audrey Hepburn ne ha mostrato una declinazione formale e rigorosa in Colazione da Tiffany (1961), parallela alla versione più morbida e spettinata resa popolare in Europa da Brigitte Bardot.
Audrey Hepburn nel film Colazione da Tiffany, 1961.
Negli anni Duemila, Amy Winehouse ha ripreso la sagoma originale esasperandone le proporzioni, rendendo la sua cotonatura monumentale un elemento inscindibile della propria identità artistica.

Amy Winehouse nel 2007.
Come reinterpretare il beehive oggi
La reinterpretazione attuale del beehive abbandona la rigidità del passato per integrarsi con texture più fluide e dinamiche. L’obiettivo non è copiare fedelmente le acconciature d’epoca, ma modularne l’altezza.
È possibile optare per un richiamo discreto aumentando il volume sulla parte superiore della testa di pochi centimetri, lasciando il resto dei capelli sciolti o raccolti in una mezza coda.
Le formule scelte dalle star
Zendaya ha mostrato una versione contemporanea abbinando il volume posteriore a un cerchietto minimale, creando un equilibrio pulito ed elegante.
Zendaya con cerchietto e volume d’ispirazione anni Sessanta.
Lily Allen ha scelto linee marcatamente vintage, definendo con precisione il contrasto tra radici cotonate e chioma raccolta.
Lily Allen con styling rétro.
Gigi Hadid ha puntato su una versione da passerella strutturata in altezza, mantenendo un finish lucido e compatto.
Gigi Hadid con acconciatura raccolta volumizzata.
Sienna Spiro ha inserito il richiamo all’alveare su capelli lunghi e mossi, concentrando il lavoro di texture solo sulla sommità del capo.
Sienna Spiro con volume concentrato alla radice.
Dua Lipa ha proposto un’interpretazione scultorea di grande impatto scenico, riallacciandosi direttamente all’audacia visiva del modello originale.
Dua Lipa con un beehive imponente da red carpet.










