È trascorsa oltre una settimana dalla scomparsa di Kalie McCrystal sul Cervino. La skyrunner canadese di 38 anni è stata vista per l’ultima volta il primo settembre da una cordata di alpiniste polacche a 4.000 metri di quota, nei pressi del Pic Tyndall.
La campionessa di ultra trail stava portando a termine un allenamento in solitaria. Il suo obiettivo era stabilire il record di salita e discesa lungo la Cresta del Leone in meno di cinque ore, ma da quel momento non si sono più avute sue notizie.
Il segnale della SIM virtuale conferma il settore delle ricerche
Dagli accertamenti tecnici sulla eSIM utilizzata dall’atleta, sollecitati dalla Guardia di Finanza di Cervinia, sono emersi dettagli utili a circoscrivere il raggio d’azione dei soccorritori.
I dati acquisiti indicano che lo smartphone si troverebbe nel quadrante compreso tra il Pic Tyndall e la Capanna Carrel. Si tratta della medesima porzione di montagna già perlustrata tramite elicottero dal Soccorso Alpino Valdostano.
La traccia non fornisce una posizione millimetrica, ma conferma in modo chiaro che il fronte operativo deve rimanere concentrato sulla via italiana del Cervino.
Fattori critici ad alta quota e intervento dei droni
A quelle altitudini anche un dislivello di pochi metri rende l’individuazione estremamente complessa. McCrystal indossava un completo leggero di colore neutro e un casco nero, elementi visivamente mimetici rispetto alla roccia circostante.
Il maltempo recente ha costretto a sospendere i sorvoli aerei, mentre proseguono i rilievi investigativi. La vicenda continua a registrare una forte attenzione mediatica internazionale, dagli Stati Uniti fino alla Valtournenche.
Le operazioni sul campo riprenderanno con l’arrivo della prima finestra di meteo stabile, attraverso l’impiego mirato di droni per scandagliare i tratti più impervi della parete.

