Icona assoluta della moda anni Novanta, Cindy Crawford guarda al futuro con nuovi obiettivi personali. Alla soglia dei 60 anni e ancora attiva sul set, la supermodella statunitense ha espresso pubblicamente un desiderio preciso: quello di diventare nonna.
L’imprenditrice, fondatrice del marchio di skincare Meaningful Beauty, ha condiviso queste riflessioni in una recente intervista rilasciata al magazine Porter, soffermandosi sulla sua fase di vita attuale e sulla crescita dei suoi due figli.
La prospettiva della maternità per Kaia e Presley Gerber
Dal matrimonio con l’imprenditore Rande Gerber sono nati Presley, 27 anni, e Kaia Gerber, 25 anni, entrambi inseriti con successo nel settore della moda e dello spettacolo. Nessuno dei due, tuttavia, sembra intenzionato a pianificare un figlio nell’immediato.
«Una delle cose che aspetto con più entusiasmo è diventare nonna», ha ammesso Crawford durante il colloquio con la testata. L’ispirazione arriva direttamente dalla sua cerchia ristretta.
«Sono in quella fascia di età in cui molte delle mie amiche cominciano ad avere dei nipotini», ha spiegato la modella. «Anche se non credo che nessuno dei miei due figli sia ancora pronto per compiere questo passo, spero di poter fare anch’io questa esperienza. A giudicare da quello che vedo, sembra davvero molto divertente».
Il legame con la figlia modella e il peso della notorietà
Il parallelismo continuo tra Cindy Crawford e Kaia Gerber rimane uno dei temi più discussi dai media internazionali, vista la straordinaria somiglianza fisica e la comune carriera sulle passerelle di alta moda.
Crawford ha ribadito di non provare alcun fastidio davanti ai costanti accostamenti estetici: «Non mi dà assolutamente fastidio. Anzi, mi fa piacere».
L’eredità di crescere con genitori famosi
La supermodella ha voluto però evidenziare una sostanziale differenza generazionale legata alle dinamiche familiari, riconoscendo le complessità affrontate dalla figlia nel gestire la popolarità fin dalla nascita.
«Io non so cosa significhi avere un genitore famoso», ha specificato Crawford. «Per Kaia, invece, è semplicemente parte della sua identità e dovrà imparare a conviverci. Ci sono aspetti piacevoli, ma anche altri che possono risultare pesanti. Gliel’ho sempre riconosciuto: sono sicura che a volte sia davvero difficile per lei».
La clausola strategica per lo shooting di Playboy nel 1988
Nel corso dell’intervista, Crawford ha ripercorso anche uno dei passaggi chiave della sua carriera: la decisione di posare senza veli per la rivista Playboy nel 1988.
All’epoca, la modella impose condizioni contrattuali rigidissime prima di accettare la sessione fotografica, anteponendo la tutela della propria immagine al compenso economico.
«La prima volta che ho posato per loro dissi: “Non voglio soldi. Voglio avere il controllo delle foto”», ha ricordato la top model. Grazie a quell’accordo preliminare, ottenne il diritto esclusivo di approvare ciascuno scatto e la facoltà formale di bloccare la pubblicazione dell’intero servizio qualora il risultato non l’avesse soddisfatta.

