Franco Isceri, padre di Lorena, ha diffuso un messaggio diretto ai vertici dello Stato per chiedere interventi immediati e condivisi contro la violenza sulle donne. Sua figlia, 45 anni, è stata sequestrata e assassinata lo scorso 3 settembre dal compagno Federico Vella, che l’ha gettata da un viadotto dell’autostrada A1 a Barberino del Mugello.
Nel filmato, l’uomo si rivolge direttamente al presidente della Repubblica e alla presidente del Consiglio, definendosi «un padre distrutto». Ricorda Lorena come una donna dedita allo studio e al lavoro, i cui progetti si sono interrotti violentemente su quel tratto autostradale.
La richiesta di unità trasversale
L’appello punta a superare le divisioni parlamentari per affrontare il fenomeno dei femminicidi con misure concrete. Il padre della vittima sollecita interventi mirati sul piano educativo e sul supporto alle strutture di tutela.
«Chiedo a tutta la politica di essere unita, prendete provvedimenti all’unanimità, senza destra né sinistra, affinché tragedie come quella di Lorena non accadano più», afferma Isceri nel video. Ha poi aggiunto la necessità di agire nelle aule scolastiche, rafforzare i centri antiviolenza e aggiornare le tutele legislative.
Il nodo dell’istruzione e della prevenzione
La richiesta insiste su una riforma culturale che parta dalle giovani generazioni. Per la famiglia di Lorena, il potenziamento dei fondi ai centri rifugio deve andare di pari passo con la formazione e il monitoraggio dei soggetti a rischio prima che le violenze degenerino.
La risposta della presidente del Consiglio
Giorgia Meloni è intervenuta pubblicamente dopo la diffusione del messaggio. Ha definito le parole di Isceri segnate da un dolore profondo e ha riepilogato le disposizioni approvate nel corso dell’attuale legislatura.
«Abbiamo raddoppiato le risorse per i centri anti-violenza e le case rifugio, scongiurando anche la possibilità che tante di queste strutture potessero chiudere», ha dichiarato la premier. Tra le misure rivendicate figurano il rafforzamento del Codice rosso, l’introduzione del reato autonomo di femminicidio e la stabilizzazione del reddito di libertà.
La presidente del Consiglio ha specificato che gli interventi attuali non bastano a fermare l’emergenza. Ha confermato l’impegno a proseguire il lavoro normativo per intervenire tempestivamente prima che le denunce sfocino in tragedie irreparabili.

