Il legame tra alta moda e mondo dei motori affonda le radici alla fine dell’Ottocento. Nel 1897 Georges Vuitton, figlio del fondatore Louis, progettò i primi bauli piatti pensati su misura per le automobili, mandando in pensione i voluminosi modelli tradizionali.
Louis Vuitton Sac Chauffeur del 1914.
La svolta arrivò nel 1905 con l’introduzione dei Sacs Chauffeurs. Si trattava di vani rigidi circolari progettati per alloggiare la ruota di scorta, con uno spazio centrale capiente per valigie, borse e accessori da viaggio.
Baule speciale da auto realizzato per la Croisière Jaune del 1930.
Nel 1924 André Citroën scelse la maison francese per equipaggiare gli otto autocingolati della spedizione Croisière Noire. Louis Vuitton produsse circa 150 bauli impermeabili personalizzati con i colori dei singoli veicoli per facilitare la gestione logistica nelle condizioni più impervie.
Il modello Louis Vuitton Sac Chauffeur.
L’eredità delle Classic Run nel mondo
Da questa tradizione sono nati i raduni automobilistici della serie Classic Run, gare di regolarità su percorsi storici e panoramici dove il verdetto finale premia precisione, rispetto dei tempi ed eleganza dei modelli.
Il format ha debuttato nel 1993 con la Vintage Equator Run da Singapore a Kuala Lumpur. La rassegna ha fatto tappa in Toscana nel 1995 e nel 1997 con l’Italia Classica, in Cina nel 1998 e attraverso l’Europa centrale nel 2006 con la Classic Boheme Run.
Vetture storiche a Villa Pisani in occasione della Louis Vuitton Serenissima Run del 2012.
L’ultima edizione prima della pausa è stata la Classic Serenissima Run del 2012: 43 vetture storiche provenienti da cinque continenti hanno percorso 1.400 chilometri partendo da Montecarlo fino all’arrivo a Venezia.
La ripartenza con la Dolomites Classic Run 2026
A 14 anni dall’ultimo evento, il format riparte con la Louis Vuitton Dolomites Classic Run. Il 2 settembre 21 auto d’epoca appartenenti a collezionisti internazionali si sono sfidate in un itinerario di due giorni con partenza da Villa Pisani a Stra, lungo la Riviera del Brenta.

La locandina ufficiale della Louis Vuitton Dolomites Classic Run 2026.
Auto della Serenissima Run 2012 esposta a Villa Pisani prima del via del rally 2026.
I modelli e i protagonisti della gara
Il percorso ha attraversato le Dolomiti passando per Cortina d’Ampezzo e Ponte di Legno. Tra le vetture al via spiccano rarità come l’Alfa Romeo 6C 1750 GS Spyder Zagato-Aprile del 1931 e la Mercedes-Benz 300 SL Gullwing del 1954.
«Abbiamo lavorato su invito, guardando ai nostri clienti collezionisti e alle storie più stupende delle loro automobili d’epoca», ha dichiarato Pietro Beccari, presidente e CEO di Louis Vuitton, sottolineando la presenza di equipaggi interamente femminili selezionati tramite club prestigiosi come l’Automobile Club di Monaco.
Illustrazione per la Louis Vuitton Dolomites Classic Run 2026.
Il trofeo d’autore e il traguardo a Monza
Il trofeo della manifestazione è stato svelato durante la cena di gala a Palazzo Ducale a Venezia. L’opera è stata disegnata dall’artista Sabine Marcelis, realizzata dalla vetreria muranese Venini e custodita nel baule personalizzato Louis Vuitton Trophy.
Il trofeo 2026 firmato da Sabine Marcelis e prodotto da Venini nel baule Trophy Trunk.
Un momento della Louis Vuitton Italia Classica nel 1995.
Auto d’epoca durante l’evento Italia Classica del 1995.
Il viaggio si conclude a Monza il 4 settembre con una sfilata sul tracciato dell’Autodromo Nazionale nella giornata inaugurale del Gran Premio d’Italia di Formula 1, evento di cui Louis Vuitton è partner ufficiale.
Le 21 automobili rimarranno esposte con ingresso gratuito alla Villa Reale di Monza per tutto il weekend di gara, prima dell’evento conclusivo previsto al Castello Sforzesco di Milano.











