Spesa al supermercato: l’indagine su 1.100 punti vendita svela come risparmiare fino a 3.790 euro all’anno

Carrello della spesa tra le corsie di un supermercato
La scelta del supermercato e dei marchi consente di ridurre sensibilmente il budget familiare annuale.

Pianificare gli acquisti alimentari e alternare i canali di vendita permette di ridurre in modo significativo l’impatto dei rincari sul bilancio domestico. Una famiglia di quattro persone può arrivare a risparmiare fino a 3.790 euro all’anno scegliendo con attenzione dove e cosa comprare.

Il dato emerge dal monitoraggio annuale condotto da Altroconsumo tra il 16 febbraio e il 13 marzo 2026. L’analisi ha passato al setaccio un milione e mezzo di prezzi all’interno di oltre 1.100 punti vendita distribuiti in 67 città, confrontando quattro tipologie di carrello: prodotti di marca, marchi del distributore, prodotti economici di primo prezzo e spesa mista.

I numeri del risparmio annuale per famiglie e single

I listini della grande distribuzione registrano un incremento medio dell’1% rispetto all’anno precedente, evidenziando una decelerazione rispetto al +2% rilevato nel 2025. Su questa dinamica pesano comunque le incognite legate ai costi energetici e alle tensioni internazionali.

Su una spesa annuale stimata di 9.450 euro per un nucleo di quattro componenti, il risparmio massimo del 40% garantisce un taglio netto di 3.790 euro. Il beneficio economico è rilevante anche per le coppie, con un margine di risparmio fino a 3.355 euro su un budget medio di 8.360 euro, mentre per i single il taglio può raggiungere 2.305 euro rispetto a una spesa base di 5.740 euro.

La classifica: discount contro supermercati tradizionali

Sul fronte dei prodotti più economici in assoluto, la vetta è occupata da Eurospin, che offre prezzi inferiori di circa il 40% rispetto alla media nazionale. Nelle catene tradizionali il confronto sui primi prezzi evidenzia differenze marcate: Ipercoop si posiziona con listini più alti del 17% rispetto alla capolista, mentre Carrefour Market chiude la classifica con un divario del 35%.

Prendendo come riferimento il carrello della spesa mista, tra i discount guidano a pari merito Eurospin e In’s Discount, con prezzi inferiori del 16% rispetto a Todis, seguiti da Lidl e Aldi. Tra le insegne tradizionali il posizionamento più vantaggioso per la spesa mista appartiene a Dok, che precede Coop, Famila Superstore e Famila, con un risparmio massimo che si attesta a 245 euro.

Spesa al supermercato: l'indagine su 1.100 punti vendita svela come risparmiare fino a 3.790 euro all'anno

Marchio del distributore e grandi marche

Nel segmento dei prodotti a marchio dell’insegna, Spazio Conad conquista la prima posizione garantendo un risparmio che tocca i 3.305 euro, superando del 19% Eurospar. In questa categoria si registra il recupero di competitività di Esselunga, mentre Carrefour perde terreno rispetto alle precedenti rilevazioni.

Il mercato dei prodotti di marca presenta invece differenze molto più contenute tra le insegne, con uno scarto massimo contenuto entro il 7%. La vetta della graduatoria per i prodotti industriali noti vede appaiati Ipercoop e Spazio Conad, seguiti da Famila ed Esselunga, con una differenza massima di spesa pari a 420 euro all’anno.

I singoli punti vendita e il divario geografico

A livello di singoli punti vendita fisici per l’acquisto di prodotti di marca, il negozio più conveniente d’Italia risulta il Mega di Treviso, seguito da due punti vendita Coop a Lucca e dall’Iperal di Cinisello Balsamo. Nel Centro-Sud la convenienza è guidata dallo Spazio Conad di Cavallino in provincia di Lecce, dalla sede della stessa catena a Taranto e dall’Ipercoop di Foggia, mentre i prezzi più elevati della classifica sono stati registrati in due Carrefour Market a Bologna e Genova e in un Despar a Cagliari.

La geografia della convenienza premia la Toscana e il Nord-Est: città come Pistoia, Lucca, Firenze e Prato mantengono la spesa media annua più bassa a quota 6.900 euro, contro gli oltre 7.700 euro richiesti a Genova, Sassari, Aosta e Teramo. A Milano la scelta del supermercato incide fino a 1.390 euro all’anno tra il punto vendita più economico e quello più caro, pari al 18% del budget complessivo.

L’incidenza della spesa alimentare sulle entrate familiari riflette disparità territoriali profonde: in Calabria e Campania il cibo assorbe il 19% del reddito totale e in Sicilia, Molise e Puglia il 18%. Nelle regioni settentrionali il peso scende al 12% in Emilia-Romagna e Veneto, all’11% in Lombardia e al 10% in Trentino-Alto Adige.

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