Per anni una discrepanza clinica ha disorientato gli infettivologi: oltre il 30% dei pazienti colpiti da sindrome da febbre grave con trombocitopenia (SFTS) risultava completamente negativo al Dabie bandavirus (DBV), il patogeno tradizionalmente ritenuto responsabile del quadro clinico.
Uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine ha svelato l’origine di questo vuoto diagnostico. Analizzando i campioni biologici tramite sequenziamento metatrascrittomico e isolamento virale, un gruppo di scienziati cinesi ha identificato un agente patogeno precedentemente sconosciuto: l’Asian longhorned tick nairovirus (ALTNV).
La presenza del virus nei pazienti non diagnosticati
L’indagine ha monitorato 3.163 persone che presentavano febbre e una storia documentata di puntura da zecca. Nel 10,4% della coorte complessiva è stata accertata la presenza di RNA virale o di anticorpi IgM specifici contro il nuovo orthonairovirus.
La percentuale saliva al 15,1% restringendo l’osservazione esclusivamente ai pazienti risultati negativi al DBV. Circa un paziente su sei privo di riscontro eziologico era in realtà infettato da ALTNV.
Manifestazioni cliniche e decorso
Nei 56 pazienti in cui è stata diagnosticata l’infezione esclusiva da ALTNV, i sintomi d’esordio ricalcavano quelli parainfluenzali. L’84% dei soggetti lamentava astenia marcata e l’80% manifestava disturbi a carico dell’apparato gastrointestinale.
Le alterazioni ematochimiche mostravano anomalie più severe: una riduzione delle piastrine nel 38% dei casi e un incremento delle aminotransferasi nel 36%, segno di sofferenza epatica. Tutti i 56 pazienti con infezione singola sono comunque guariti senza complicanze a lungo termine.
I rischi legati alla coinfezione con DBV
La complessità clinica aumenta in presenza di infezioni simultanee. I ricercatori hanno documentato 38 casi di coinfezione tra ALTNV e DBV, osservando un quadro clinico sensibilmente più severo rispetto a chi aveva contratto soltanto il DBV.
- I sintomi respiratori sono comparsi nel 61% dei soggetti coinfetti contro il 38% di quelli con infezione singola.
- Il deterioramento della funzione renale ha raggiunto l’84% rispetto al 66%.
- Tra i pazienti con infezione combinata si sono registrati 7 decessi.
Gli autori precisano che i dati attuali evidenziano un’associazione statistica con una maggiore gravità clinica, senza tuttavia stabilire una correlazione causale diretta tra la presenza di ALTNV e gli esiti fatali.
Rappresentazione scientifica del virus trasmesso dalle zecche
Il vettore: lo screening su oltre 47.000 zecche
Il monitoraggio ambientale ha coinvolto 47.428 zecche raccolte in 15 province della Cina. L’RNA di ALTNV è stato riscontrato nell’1,29% del totale degli esemplari e nell’1,75% della specie Haemaphysalis longicornis, nota come zecca asiatica dalle lunghe corna.
Le prove di laboratorio hanno confermato la capacità del vettore di mantenere il virus durante le mute, di trasmetterlo per via transovarica alla progenie e di infettare modelli murini durante il pasto ematico. Sebbene la circolazione del patogeno sia al momento documentata unicamente in Asia, i risultati impongono una revisione dei protocolli diagnostici per i casi di trombocitopenia e febbre post-morso privi di patogeno evidente.


