I carabinieri forestali del Nucleo di Venturina Terme hanno sorpreso due uomini a Piombino intenti a catturare illegalmente esemplari di cardellino. Gli indagati utilizzavano una rete lunga sei metri e diversi richiami acustici vietati dalla legge.
L’intervento ha bloccato l’attività di cattura clandestina e ha consentito il salvataggio immediato dei piccoli volatili intrappolati, appartenenti a una specie rigorosamente protetta.
Il blitz a Piombino e le accuse contestate
I militari hanno interrotto l’operazione di bracconaggio sequestrando l’intera attrezzatura usata sul campo. I due soggetti sono stati deferiti all’autorità giudiziaria con un fitto elenco di capi d’imputazione.
Il quadro delle violazioni penali
- Uccellagione e maltrattamento di animali.
- Furto venatorio ai danni del patrimonio indisponibile dello Stato.
- Uso di richiami acustici a funzionamento elettromagnetico e reti non consentite.
- Esercizio venatorio in periodo di divieto generale e porto abusivo di armi.
La presa di posizione di LNDC Animal Protection
Sull’episodio è intervenuta l’associazione LNDC Animal Protection, esprimendo ringraziamento per l’operato dei militari ma lanciando un allarme sullo stato della fauna selvatica.

Piera Rosati, presidente dell’associazione, ha sottolineato come la cattura di specie protette mediante reti e richiami provochi enormi sofferenze e sottragga risorse vitali all’ecosistema naturale.
Lo scontro sulle modifiche alla legge venatoria
La vicenda riaccende le polemiche sul disegno di legge di riforma dell’attività venatoria attualmente all’esame del Parlamento. Secondo gli animalisti, il testo introduce norme più permissive proprio sulla gestione e sull’impiego dei richiami vivi.
La denuncia delle associazioni evidenzia il rischio di allentare le restrizioni vigenti, finendo per normalizzare condotte che finora sono state classificate e perseguite come veri e propri reati di bracconaggio.

