Piscine a Roma, 2 strutture chiuse e 119 impianti sanzionati: blitz dei Nas sulla sicurezza

Piscine a Roma, 2 strutture chiuse e 119 impianti sanzionati: blitz dei Nas sulla sicurezza
Piscine a Roma, 2 strutture chiuse e 119 impianti sanzionati: blitz dei Nas sulla sicurezza

I Carabinieri del Nas e il personale delle Asl hanno imposto la chiusura immediata di due impianti natatori a Roma nel mese di agosto. Per altre tre strutture sono scattate pesanti sanzioni amministrative e segnalazioni alle autorità competenti.

Le ispezioni si sono concentrate sul rispetto delle direttive tecniche europee in materia di sicurezza idraulica. L’attenzione dei militari si è focalizzata sui sistemi di filtraggio e sul rischio di risucchio nei bocchettoni di aspirazione, elementi che richiedono griglie conformi a standard rigorosi.

La stretta sui controlli segue la tragedia avvenuta nell’impianto comunale di Monterotondo, dove un bambino di cinque anni ha perso la vita durante un centro estivo. Sul caso la Procura di Tivoli ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, iscrivendo tre persone nel registro degli indagati, tra cui due dirigenti e il coordinatore degli operatori.

I sigilli nel quadrante est e le violazioni riscontrate

I due impianti chiusi ad agosto si trovano entrambi nel quadrante est della Capitale. I rilievi hanno documentato gravi carenze strutturali che mettevano a rischio l’incolumità dei bagnanti.

Le irregolarità principali hanno riguardato bocchettoni e griglie privi dei requisiti di legge. In una delle strutture sanzionate mancava del tutto il cancelletto di separazione tra l’edificio principale e la vasca, una barriera fisica obbligatoria per legge.

L’operazione segue i controlli massicci eseguiti a luglio, quando il bilancio complessivo aveva già registrato 119 strutture multate o chiuse per inadempienze sanitarie e amministrative.

I controlli tra Roma Nord e la via Cassia

Un’ulteriore serie di verifiche ha interessato il quadrante nord della città, coordinata dai militari della compagnia Cassia insieme al personale del Nucleo Ispettorato del Lavoro (Nil) e ai tecnici della Asl. L’attività ha passato al setaccio sette complessi sportivi.

Al termine degli accertamenti, tre titolari hanno ricevuto sanzioni per violazioni amministrative e giuslavoristiche. Le verifiche hanno portato alla luce la totale assenza della Scia e la mancata acquisizione del parere igienico-sanitario.

Cloro oltre i limiti e assenza di bagnini

Sul fronte del personale addetto alla sicurezza, gli ispettori hanno scoperto piscine regolarmente aperte al pubblico senza alcun bagnino abilitato in servizio per l’attività di salvataggio.

I campionamenti chimici eseguiti sull’acqua di una vasca hanno inoltre evidenziato concentrazioni di cloro superiori ai limiti di legge. L’anomalia ha fatto scattare l’immediata diffida all’utilizzo dell’impianto fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

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