L’ufficialità del prolungamento multimilionario tra Tadej Pogacar e la UAE Emirates XRG fino al 2032 nasconde un retroscena contrattuale significativo. Il management della formazione emiratina aveva infatti avanzato una proposta per blindare il corridore fino al 2034, respinta dal fuoriclasse sloveno.
Fermandosi al 2032, anno in cui compirà trentatré anni, Pogacar ha scelto di non legarsi per otto ulteriori stagioni consecutive. La decisione definisce un preciso confine temporale sulla parte conclusiva della sua carriera agonistica.
La proposta respinta: i rischi di un contratto a vita
Accettare la scadenza al 2034 avrebbe significato per il fuoriclasse correre per la stessa struttura fino a trentasei anni, totalizzando sedici stagioni complessive nel team. Nei ritmi attuali del WorldTour, contrassegnati da esasperazione tecnologica e carichi massacranti, un vincolo così lungo avrebbe rischiato di trasformarsi in un vincolo troppo pesante.
Secondo le indiscrezioni emerse nell’ambiente del ciclismo e riportate dalla Gazzetta dello Sport, Pogacar ha preferito tutelare la propria autonomia strategica. Al termine del 2032 potrà valutare in piena indipendenza se intraprendere una nuova sfida professionale, ridefinire i propri obiettivi o abbandonare l’attività agonistica.
L’orizzonte del ritiro e le dichiarazioni sul 2028
Il rifiuto dell’estensione per il biennio 2033-2034 riaccende l’attenzione sul tema del post-carriera, mentre il ciclista si trova fermo per l’infortunio alla clavicola rimediato alla Vuelta, con l’annata 2026 ormai chiusa anticipatamente. Nell’estate del 2025, dopo il quarto successo al Tour de France, Pogacar aveva già accennato a una possibile data di addio indicando i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.
Successivamente lo sloveno aveva chiarito la sua posizione, smentendo un ritiro anticipato al 2028 e ribadendo il rispetto dell’accordo allora valido fino al 2030 con il gruppo diretto da Mauro Gianetti. L’estensione fino al 2032 mantiene intatta quella linea di condotta.
La gestione strategica della maturità atletica
Il corridore è conscio del logoramento imposto dal suo stile di gara, costantemente offensivo dalle classiche di primavera fino alle gare di fine stagione. Limitare l’accordo al 2032 garantisce a Pogacar il supporto tecnico ed economico della UAE, preservando la libertà di chiudere la carriera senza impegni a lungo termine.
Tadej Pogacar al Tour de France.
La determinazione dell’orizzonte temporale riflette una precisa pianificazione sportiva e mentale, svincolata da pure ragioni di ingaggio. Pogacar ha stabilito dove vivere il picco della propria maturità su strada, riservandosi l’ultima parola sul momento esatto in cui appendere la bicicletta al chiodo.


