Sgombero Spin Time: 4 figli e 400 euro a testa per la scuola, il caos delle famiglie disperse a Roma

Sgombero Spin Time: 4 figli e 400 euro a testa per la scuola, il caos delle famiglie disperse a Roma
Sgombero Spin Time: 4 figli e 400 euro a testa per la scuola, il caos delle famiglie disperse a Roma

Per dieci anni lo stabile occupato di Spin Time a Roma non è stato soltanto un tetto, ma un ecosistema fatto di doposcuola, laboratori e assistenza quotidiana. Dopo lo sgombero eseguito a inizio estate, decine di nuclei familiari si ritrovano sparpagliati in strutture ricettive provvisorie, lontani chilometri dagli istituti scolastici dei figli.

Tra loro c’è Milagros, madre di quattro minori, alloggiata da circa un mese in un albergo nei pressi della stazione San Pietro. Con l’avvio dell’anno scolastico, la gestione dei trasporti e delle spese quotidiane è diventata un rompicapo logistico ed economico.

Un trasloco forzato da un capo all’altro di Roma

I figli di Milagros sono iscritti in istituti situati nel rione Esquilino, dal lato opposto della città rispetto alla loro sistemazione attuale. Maria Stella e Michi frequentano la scuola Di Donato, Kevin, 14 anni, è iscritto all’Istituto tecnico per il turismo Cristoforo Colombo, mentre la più piccola deve iniziare il nido.

Il piano del Comune prevede un pulmino per collegare la struttura alberghiera con le scuole, ma l’organizzazione presenta ancora molte incognite. Kevin ha ottenuto il permesso per viaggiare da solo, mentre per gli altri bambini la madre deve garantire presenza costante sia all’andata sia all’uscita.

L’assenza di una rete di supporto complica ogni spostamento. Nella stanza d’albergo gli spazi sono ridotti al minimo e le attività pomeridiane un tempo garantite dai volontari del quartiere sono diventate impraticabili per ragioni di distanza.

I costi del rientro: 400 euro a figlio e zaini rimasti sotto sequestro

La spesa per il rientro tra i banchi si attesta su cifre pesanti per le famiglie numerose. Secondo i calcoli di Milagros, la spesa media ammonta a circa 400 euro a bambino, tra corredo scolastico, cancelleria e abbigliamento, con i soli testi delle superiori di Kevin stimati tra i 300 e i 350 euro.

A gravare sul bilancio c’è anche la perdita immediata dei materiali già acquistati o custoditi negli alloggi prima dell’intervento delle forze dell’ordine. Durante lo sgombero molte famiglie hanno dovuto abbandonare all’interno dell’immobile beni di prima necessità, inclusi zaini, quaderni, cambi d’abito e oggetti per l’infanzia.

La trafila burocratica per recuperare libri e vestiti

Federico, operatore della Scuola Di Donato, spiega che l’accesso agli alloggi sigillati richiede passaggi giudiziari formali. I volontari raccolgono le liste delle necessità dei singoli nuclei e le inoltrano a un legale di riferimento.

L’istanza viene quindi depositata in Procura. Solo dopo il nulla osta del magistrato la polizia scorta i residenti all’interno dei locali per prelevare gli effetti personali strettamente necessari, previa verbalizzazione e firma all’uscita.

Per tamponare l’emergenza immediata, le associazioni territoriali hanno attivato collette e canali di donazione per acquistare materiale didattico e testi scolastici destinati agli studenti rimasti privi di corredo.

La frammentazione della comunità e i rischi per gli adolescenti

La collocazione delle famiglie in punti distanti della capitale — da San Pietro a zone periferiche come Cassia, Divino Amore e Castelfusano — minaccia la continuità dei percorsi di inserimento. Gli operatori sociali segnalano che le risorse per seguire singolarmente ogni nucleo sul territorio cittadino si esauriranno rapidamente.

Le maggiori criticità riguardano la fascia adolescenziale. Prima dell’allontanamento, ragazzi come Kevin — a cui è stato diagnosticato un disturbo specifico dell’apprendimento — potevano contare su centri di aggregazione come lo spazio Matemù e su laboratori teatrali pomeridiani.

Senza collegamenti diretti e privi del presidio territoriale che gravitava attorno all’immobile sgomberato, questi percorsi educativi ed extrascolastici rischiano di interrompersi definitivamente.

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