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Stop diesel Euro 5: quando entra in vigore e chi rischia davvero il blocco

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Auto diesel in circolazione in città durante i blocchi del traffico
I veicoli diesel Euro 5 sono al centro delle nuove misure antismog nei grandi centri urbani.

Il calendario ufficiale fissa lo stop diesel euro 5 a partire dal 1° ottobre, ma l’applicazione reale della misura si trova al centro di un braccio di ferro istituzionale. La limitazione interessa in prima battuta circa 450 mila autovetture nei grandi agglomerati urbani, lasciando milioni di automobilisti con il fiato sospeso tra annunci di rinvio e divieti imminenti.

A pochi giorni dalla scadenza, il quadro normativo si presenta frammentato. Mentre alcune regioni del Bacino Padano hanno già disinnescato le restrizioni con piani alternativi, la situazione resta aperta e richiede una verifica puntuale delle regole stabilite strada per strada.

Dove scatta il divieto e quali città sono coinvolte

La misura programmata dal piano antismog non si applica indistintamente a tutto il territorio nazionale. La limitazione alla circolazione riguarda esclusivamente i Comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti, dal lunedì al venerdì nella fascia oraria compresa tra le 7:30 e le 19:30.

Al momento, l’unica area in cui la misura rischia di scattare effettivamente è la Lombardia, circoscritta ai quattro grandi capoluoghi: Milano, Brescia, Monza e Bergamo. A Milano città, peraltro, le zone a traffico limitato di Area B e Area C applicano già restrizioni autonome ancora più stringenti sui motori a gasolio.

Molti automobilisti ritengono erroneamente che il blocco scatterà nello stesso momento in tutta l’Italia settentrionale. La realtà è diversa: Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna hanno scelto di non applicare il fermo ai motori Euro 5, puntando su pacchetti di misure ambientali compensative.

La mossa del governo e il piano per scongiurare il blocco

L’applicazione del divieto ha sollevato un acceso confronto politico e sociale. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini, ha manifestato la volontà di portare in Consiglio dei ministri un provvedimento mirato a rinviare lo stop, giudicando la misura eccessivamente penalizzante per famiglie e lavoratori.

La sfida principale tocca la sostenibilità economica della transizione ecologica. I veicoli coinvolti, immatricolati in gran parte tra il 2009 e il 2015, appartengono spesso a cittadini che non hanno la possibilità immediata di affrontare l’acquisto di una vettura di ultima generazione.

«Negli ultimi anni molte famiglie hanno perso potere d’acquisto e cambiare automobile è diventato impossibile»

Per revocare formalmente il blocco senza incorrere nelle sanzioni europee per la qualità dell’aria, la Regione Lombardia sta valutando un aggiornamento del piano regionale con interventi alternativi. Tra le ipotesi al vaglio figurano incentivi per i carburanti ecologici, fondi per la mobilità ciclabile e il potenziamento dei mezzi pubblici.

Calendario dei divieti per categoria di veicolo

Le limitazioni previste dalla normativa regionale non colpiscono tutti i mezzi contemporaneamente, ma seguono una progressione scandita per scaglioni annuali a partire dai veicoli privati fino ad arrivare al trasporto pesante.

Dalle auto private ai mezzi pesanti

La suddivisione definisce con precisione l’ordine di ingresso dei blocchi in base alla destinazione d’uso e alla massa del mezzo.

Categoria di veicolo Decorrenza del divieto
Autovetture private (M1) 1° ottobre
Trasporto persone > 8 posti e merci fino a 12 t (M2, N1, N2) 1° ottobre dell’anno successivo
Autoveicoli pesanti per merci e bus (N3, M3) 1° ottobre del secondo anno successivo

Deroghe, scatola nera Move-In e soluzioni per circolare

Anche nell’eventualità in cui il blocco entrasse formalmente in vigore, il sistema prevede una serie di eccezioni per garantire la mobilità primaria e le attività lavorative essenziali. Per chi possiede una vettura Euro 5 a gasolio, le possibilità per continuare a circolare includono percorsi specifici:

  • Adesione al servizio Move-In: installazione di una scatola telematica sul veicolo che assegna un tetto massimo di chilometri annuali da percorrere all’interno delle zone soggette a limitazione.
  • Condivisione del tragitto (Car pooling): circolazione consentita per le vetture che trasportano a bordo almeno tre persone.
  • Servizi di pubblica utilità o emergenza: veicoli utilizzati per manutenzioni urgenti o attività di pubblico servizio muniti di apposito contrassegno.
  • Trasporto per motivi sanitari: spostamenti documentati per persone sottoposte a terapie o cure indifferibili per gravi patologie.
  • Veicoli per autoscuole: mezzi impiegati per le esercitazioni e gli esami per il conseguimento delle patenti superiori.

La partita resta aperta fino all’ultimo giorno utile, con il confronto serrato tra esigenze ambientali e tutela della mobilità quotidiana.

💚 La questione delle restrizioni ai diesel tocca da vicino le abitudini e le spese di migliaia di famiglie.

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