Nel corso del solo ventesimo secolo, il vaiolo ha provocato la morte di circa 300 milioni di persone. La massiccia campagna vaccinale coordinata a livello internazionale ne ha decretato la scomparsa definitiva, rendendolo l’unica patologia infettiva umana formalmente cancellata dal pianeta.
Nonostante la vittoria medica certificata decenni fa, il virus non è sparito del tutto dalla Terra. Alcuni ceppi continuano a essere custoditi intenzionalmente sotto stretto controllo scientifico.
Due sole fortezze per il patogeno congelato
Gli unici depositi ufficiali al mondo si trovano all’interno di strutture governative di massima biosicurezza: una negli Stati Uniti, presso i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), e l’altra in Russia. I campioni riposano a temperature abbondantemente sotto lo zero.
La dicitura tecnica utilizzata per definirli è quella di virus “vivi”. Qualora venissero riportati a temperatura ambiente e trattati secondo precisi protocolli biologici, tornerebbero immediatamente a essere infettivi e letali.
Curiosità scientifiche
La disputa scientifica: risorsa o pericolo biologico?
Agenzie sanitarie globali come i CDC americani o la UK Health Security Agency conservano regolarmente campioni attivi di vari patogeni per sviluppare test diagnostici, sieri e terapie antivirali di ultima generazione. Con il vaiolo, la questione divide gli esperti da oltre quarant’anni.
I sostenitori del mantenimento delle scorte ritengono che il materiale sia indispensabile per analizzare l’evoluzione molecolare del virus e capire a fondo le dinamiche di risposta del sistema immunitario umano. Sussiste inoltre la paura che nel mondo possano esistere fiale non dichiarate, rendendo necessarie riserve ufficiali per testare contromisure rapide.
Il precedente delle fiale dimenticate nel Maryland
Il rischio di ceppi dispersi non è una teoria astratta. Nel 2014, all’interno di un vecchio magazzino di un laboratorio federale a Bethesda, nel Maryland, i tecnici hanno rinvenuto per puro caso sei fiale di vaiolo liofilizzato risalenti agli anni Cinquanta.
La totale interruzione delle vaccinazioni obbligatorie, avvenuta dopo l’eradicazione, lascia l’intera popolazione mondiale priva di difese immunitarie specifiche. La fuoriuscita accidentale o l’impiego criminale di campioni dimenticati avrebbe conseguenze catastrofiche su scala planetaria.
I dati dell’OMS e la distruzione mai avvenuta
La fazione opposta della comunità scientifica chiede da tempo l’incenerimento immediato di ogni fiala superstite. La tecnologia moderna permette la mappatura genetica completa e la sintesi di vaccini efficaci senza dover ricorrere al patogeno intatto.
Già nel 2010 un’approfondita revisione voluta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che la detenzione del virus vivo non apporta alcun beneficio essenziale alla salute pubblica. I governi continuano a rinviare la data della definitiva eliminazione delle scorte.


