New Horizons a rischio: la NASA blocca 2 milioni di dollari e valuta lo stop agli strumenti

New Horizons a rischio: la NASA blocca 2 milioni di dollari e valuta lo stop agli strumenti
New Horizons a rischio: la NASA blocca 2 milioni di dollari e valuta lo stop agli strumenti

Un taglio di appena 2 milioni di dollari rischia di interrompere le operazioni scientifiche della missione New Horizons. La sonda della NASA, attiva da quasi vent’anni ai confini del nostro sistema planetario, potrebbe presto disattivare la strumentazione di bordo.

La misura fa parte della revisione della spesa federale imposta dalle linee guida dell’amministrazione Trump, che colpiscono direttamente il budget operativo delle missioni spaziali estese.

Dall’incontro con Plutone ai confini della Fascia di Kuiper

Lanciata nel 2006, New Horizons ha raggiunto Plutone nel 2015, fornendo le prime immagini ad altissima risoluzione del pianeta nano. I rilevamenti svelarono una geologia sorprendentemente attiva e complessa, ben oltre le previsioni teoriche della comunità scientifica.

Dopo il flyby di Plutone, la sonda ha proseguito la navigazione interplanetaria fino a raggiungere Arrokoth, un corpo celeste primordiale dalla caratteristica sagoma bilobata. L’orbita attuale punta direttamente verso l’uscita dalla Fascia di Kuiper, stimata tra il 2028 e il 2029.

Nel 2023 l’agenzia spaziale statunitense aveva approvato l’estensione della missione per analizzare l’eliosfera, la vasta bolla magnetica e plasmatica generata dal Sole. Nicola Fox, a capo della Direzione delle Missioni Scientifiche della NASA, aveva allora rimarcato come la posizione del veicolo fosse irripetibile per comprendere i confini dello spazio interstellare.

Il taglio dei fondi blocca l’analisi a terra

La somma di 2 milioni di dollari congelata dall’agenzia non finanzia la navigazione fisica del veicolo, ma la presenza del personale a terra. Quei fondi garantiscono il lavoro dei team di ricercatori e astrofisici incaricati di calibrare, ricevere e interpretare i flussi di dati trasmessi a terra.

Spazio
Spazio profondo.

Alan Stern, responsabile scientifico del progetto, ha confermato che senza risorse per gli analisti l’unica opzione operativa rimasta consiste nello spegnimento selettivo dell’hardware a bordo.

PEPSSI e SWAP: i sensori a rischio arresto

La decisione riguarda in particolare due apparati attivi: il Pluto Energetic Particle Spectrometer Science Investigation (PEPSSI) e il Solar Wind Around Pluto (SWAP). Entrambi continuano a campionare il vento solare e la densità delle particelle cariche in una regione mai raggiunta da altri sensori moderni.

L’amministratore della NASA Jared Isaacman ha dichiarato che l’ente sta verificando le proteste formali sollevate dai planetologi. Isaacman ha precisato che gli investimenti strutturali più onerosi per la missione sono già stati completati in passato, lasciando aperta la possibilità di riconsiderare il finanziamento per tutelare il ritorno scientifico a costi contenuti.

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