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App radar e finti scanner: fino a 40 euro al mese sottratti con l’inganno su smartphone
Sui marketplace digitali come App Store e Google Play Store continuano a circolare applicazioni che promettono funzioni impossibili: radar per scovare presenze paranormali, scanner a raggi X per vedere attraverso i muri o metal detector ad altissima precisione. Dietro la promessa ludica o misteriosa si nascondono spesso meccanismi commerciali aggressivi e rischi concreti per la sicurezza del dispositivo.
Questi software sfruttano la curiositΓ e i trend virali dei social network per spingere al download migliaia di utenti, spesso giovanissimi.
La trappola del fleeceware e gli abbonamenti nascosti
Il pericolo principale legato a queste applicazioni ricade nella categoria del cosiddetto fleeceware. Non si tratta di virus in senso stretto, ma di programmi che aggirano i controlli dei negozi virtuali applicando costi di abbonamento sproporzionati.
La dinamica Γ¨ standardizzata: l’app richiede l’attivazione di un periodo di prova gratuito di tre giorni per sbloccare le funzioni complete del presunto scanner. Scaduto il termine, scatta un rinnovo automatico che puΓ² raggiungere cifre tra i 10 e i 40 euro a settimana, addebitati direttamente sulla carta di credito o sul credito telefonico.
Disinstallare l’applicazione dalla schermata del telefono non annulla l’addebito. La transazione rimane registrata sui sistemi di pagamento della piattaforma finchΓ© l’utente non revoca manualmente l’iscrizione nelle impostazioni dell’account.
Permessi sproporzionati e raccolta dati
Oltre all’impatto economico, i finti scanner e le app radar presentano serie criticitΓ per la riservatezza delle informazioni personali.
Per funzionare, un’applicazione di intrattenimento non ha alcuna necessitΓ tecnica di accedere all’elenco dei contatti o alla cronologia delle posizioni. Molti di questi titoli richiedono invece autorizzazioni invadenti fin dal primo avvio:
- Geolocalizzazione precisa in tempo reale: usata per profilare l’utente e rivendere i dati a broker pubblicitari.
- Accesso continuo al microfono e alla fotocamera: giustificato da presunte funzioni di scansione acustica o visiva.
- Identificatori univoci del dispositivo: stringhe di codice utilizzate per tracciare le abitudini di navigazione anche al di fuori dell’applicazione stessa.
I limiti fisici dei sensori dello smartphone
Nessun aggiornamento software puΓ² conferire a un telefono capacitΓ hardware inesistenti. I moduli integrati nei dispositivi mobili comprendono accelerometri, giroscopi, magnetometri per la bussola e fotocamere tradizionali con sensori a infrarossi limitati al riconoscimento facciale o alla messa a fuoco.
Un magnetometro per telefoni rileva solo variazioni grossolane di campi magnetici forti a distanza di pochissimi centimetri. Le animazioni a cerchi concentrici, i bip sonori e le presunte frequenze intercettate dai radar non sono altro che script grafici preimpostati, privi di qualunque interazione reale con l’ambiente circostante.
Come verificare e bloccare i pagamenti indesiderati
Chi ha giΓ scaricato una di queste applicazioni deve verificare immediatamente lo stato dei propri servizi a pagamento attivi sul profilo.
Su iPhone Γ¨ necessario aprire le Impostazioni, toccare il proprio nome in alto e selezionare la voce Abbonamenti per procedere alla disdetta. Sui telefoni Android il controllo avviene aprendo l’app Google Play, premendo sull’icona del profilo in alto a destra e accedendo alla sezione Pagamenti e abbonamenti.
Completata la cancellazione dell’abbonamento, l’applicazione puΓ² essere rimossa dal dispositivo senza rischiare nuovi prelievi monetari alla scadenza del periodo di fatturazione.

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