Viterbo racchiude il nucleo urbano medievale più esteso d’Europa. Tra mura massicce di peperino e tufo, l’antica sede pontificia conserva intatta l’impronta del Duecento, periodo in cui divenne un bastione sicuro per i papi in fuga dalle sommosse di Roma.
Scorcio architettonico nel cuore antico di Viterbo
San Pellegrino e Pianoscarano: l’architettura del Duecento
L’accesso al quartiere di San Pellegrino avviene da Piazza San Carluccio. Da qui si snoda un reticolo compatto di vicoli dove dominano due elementi tipici: le case a ponte, che uniscono i fabbricati scavalcando le strade, e i profferli, le scale esterne in pietra che raggiungono il primo piano delle abitazioni.
Vicoli in pietra ed elementi architettonici duecenteschi a San Pellegrino
Lungo il percorso spicca Palazzo degli Alessandri, struttura nobiliare sopravvissuta ai conflitti dell’epoca con una scalinata interna originale. Oltrepassato il Ponte del Paradosso si entra nel quartiere operaio di Pianoscarano, noto per la Fontana del Piano.
La fontana della discordia
Questo bacino in pietra fu il teatro di una sommossa popolare quando un servitore di papa Urbano V vi immerse un cane per lavarlo. La reazione violenta degli abitanti in difesa dell’acqua potabile portò a scontri durissimi e a una pesante punizione papale contro il rione.
Dettaglio delle strutture medievali e delle piazze viterbesi
Il Palazzo dei Papi e l’elezione di 1.006 giorni
In Piazza San Lorenzo sorge il Palazzo dei Papi, costruito tra il 1255 e il 1266 per volere del Capitano del Popolo Raniero Gatti. La Loggia delle Benedizioni spicca sulla Valle di Faul con le sue sette arcate gotiche finemente traforate.
L’edificio è legato alla nascita del conclave moderno. Tra il 1268 e il 1271, per sbloccare l’elezione papale ferma da 1.006 giorni, i cittadini rinchiusero a chiave i cardinali nella sala grande, rimossero le coperture del tetto ed erogarono soltanto razioni minime di pane e acqua fino alla nomina di Gregorio X.
Il Duomo di San Lorenzo e i capolavori del colle
Accanto al palazzo si trova la Cattedrale di San Lorenzo. Dietro la facciata rinascimentale del 1570, l’interno mantiene l’impianto romanico a tre navate, arricchito da pavimentazioni cosmatesche e da un coro barocco rimasto intatto dopo i bombardamenti del secondo conflitto mondiale.
La chiesa accoglie le spoglie di Papa Giovanni XXI, l’unico pontefice portoghese. L’adiacente Museo del Colle del Duomo custodisce manufatti etruschi, l’icona bizantina della Madonna della Carbonara e una tavola della Crocifissione collegata alla scuola di Michelangelo.
Il complesso monumentale di Piazza San Lorenzo
Acque a 60 gradi: l’area termale delle Piscine Carletti
Il territorio della Tuscia vanta un bacino idrotermale attivo fin dall’epoca romana. A pochi chilometri dal centro si trovano le Piscine Carletti, una serie di pozze a ingresso libero immerse nella campagna circostante.
Le vasche termali naturali all’aperto delle Piscine Carletti
La sorgente principale sgorga a una temperatura costante di quasi 60°C. L’acqua ipertermale defluisce in successione attraverso vasche di pietra all’aperto, disperdendo calore fino a scendere a circa 30°C nei bacini terminali.
I flussi termali che alimentano il circuito di vasche esterne
Il salto termico continuo riproduce fedelmente l’antico schema tra calidarium e tepidarium, garantendo balneazioni calde anche durante i mesi invernali grazie al ricambio continuo dell’acqua minerale.







