Studio su 2.526 studenti: l’influenza del gruppo cambia tra maschi e femmine

Studio su 2.526 studenti: l'influenza del gruppo cambia tra maschi e femmine
Studio su 2.526 studenti: l'influenza del gruppo cambia tra maschi e femmine

A dodici anni le dinamiche sociali sono immediate. Basta osservare chi divide la merenda in corridoio o chi occupa gli stessi banchi per individuare le comitive e i loro codici condivisi.

Resta aperto un dilemma classico della psicologia dell’età evolutiva: scegliamo gli amici perché ci somigliano o finiamo per somigliare a loro stando insieme?

Per chiarire questo confine, un gruppo di ricercatori della Beijing Normal University ha monitorato per sei mesi 2.526 studenti di circa dodici anni, distribuiti in 47 classi di sette scuole pubbliche.

La mappa sociale delle classi

Gli studiosi non si sono limitati a chiedere a ciascun alunno chi fossero i propri amici. Hanno utilizzato il metodo della Social Cognitive Map, incrociando le risposte dell’intero gruppo per tracciare le frequentazioni reali e stabili nel tempo.

A distanza di sei mesi, circa l’80% dei gruppi manteneva almeno la metà dei componenti originari. Meno del 42% conservava invece oltre il 75% dei membri di partenza.

I ricercatori hanno valutato sia la presenza di sintomi depressivi sia la frequenza di 32 comportamenti problematici, tra cui uso di alcol e fumo, aggressività, disturbo delle lezioni, vandalismi e piccoli furti.

Gruppo di studenti adolescenti a scuola
Adolescenti seduti insieme in aula scolastica.

Differenze marcate tra maschi e femmine

Nelle ragazze il legame si è mostrato diretto: frequentare un gruppo con comportamenti disfunzionali anticipava un incremento delle stesse condotte a livello individuale, a prescindere dal livello di stabilità della cerchia nel tempo.

Nei ragazzi il meccanismo ha funzionato diversamente. L’effetto medio generale non è emerso sull’intero campione maschile, ma si è manifestato unicamente tra coloro che mantenevano frequentazioni particolarmente durature, pari a circa l’11,5% dei maschi esaminati.

I dati indicano una correlazione predittiva solida, non una fabbrica automatica di cattiva condotta: il clima del gruppo fornisce indicazioni attendibili su come evolverà il comportamento del singolo, al netto del suo punto di partenza.

La depressione non si trasmette in comitiva

Il quadro cambia radicalmente per i sintomi depressivi. I dati hanno smentito l’ipotesi di un contagio emotivo collettivo: la presenza di coetanei depressi nel gruppo non aumentava il rischio di sviluppare gli stessi sintomi negli altri membri.

Il disagio interiore tendeva a rimanere circoscritto al singolo. Tuttavia, manifestare livelli più alti di depressione all’inizio del monitoraggio prediceva un incremento futuro dei comportamenti a rischio in entrambi i generi; il percorso inverso, dalla cattiva condotta alla depressione, si è osservato solo nei ragazzi.

Gli autori rilevano che le fragilità emotive non si diffondono nei gruppi allargati della classe, ma viaggiano semmai nei rapporti a due, fatti di confidenze intime e co-ruminazione.

L’indagine conferma i risultati delle meta-analisi su scala globale: l’influenza esercitata dai pari esiste, ma ha un perimetro circoscritto e non azzera l’individualità dei ragazzi.

Qui condivido consigli utili e lifehack per affrontare al meglio recupero anni, diplomi, debiti ed esami universitari. Istituto Impariamo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *