I decenni di finanziamenti pubblici stanziati per l’Irpinia finiscono sotto accusa per la mancanza di ricadute concrete. A sollevare la questione è Vincenzo Castaldo, presidente dell’associazione Irpini della Capitale, durante un incontro alla Locanda del Pozzo di Ospedaletto d’Alpinolo.
Il nodo centrale riguarda l’incapacità dei fondi di frenare lo spopolamento continuo, la fuga delle imprese e la carenza di servizi fondamentali per la popolazione locale.
L’interrogativo sui finanziamenti pubblici
La rendicontazione burocratica non coincide con lo sviluppo reale del territorio. Il bilancio tracciato mette in dubbio l’efficacia dei modelli adottati finora per gestire il denaro pubblico.
“Alle Istituzioni poniamo una domanda: dopo decenni di finanziamenti pubblici, quanto valore si è realmente generato?”, ha dichiarato Castaldo durante il confronto. “Se continuiamo a perdere popolazione e imprese, se mancano servizi essenziali, possiamo limitarci a misurare quanti fondi abbiamo intercettato e rendicontato?”.
L’associazione intende ridefinire i rapporti tra chi vive e lavora a Roma e chi continua a investire nella provincia campana, superando la sola retorica paesaggistica.
Il nodo viabilità e il blocco del Santuario
Il vertice si è svolto alla vigilia della tradizionale “Juta”, un momento simbolico che ha evidenziato le criticità storiche della zona. La chiusura della strada di accesso al Santuario di Montevergine rappresenta il punto critico di questa gestione.
L’inaccessibilità del principale polo religioso del territorio sta colpendo duramente gli operatori commerciali, il turismo e le attività ricettive dell’intera area del Partenio.
Cambiare metodo e misurare i ritorni
Per l’associazione non basta affidarsi al turismo spontaneo o celebrare i bandi vinti. La progettazione deve partire dai risultati quantificabili sul lungo periodo.
“Un progetto serio non parte dal finanziamento, ma dal risultato che vuole ottenere e dal valore che deve lasciare nel tempo”, ha precisato Castaldo, chiedendo la presenza attiva delle istituzioni sul territorio e una selezione più rigorosa degli interlocutori.

