Le accuse formali avanzate dalla Germania contro Mosca per il drone rinvenuto all’aeroporto di Lipsia segnano un’escalation senza precedenti nei rapporti diplomatici tra i due Paesi.
Secondo il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, le conclusioni presentate da Berlino equivalgono a una dichiarazione di ostilità aperta.
“Hanno trovato un qualche drone a Lipsia, hanno detto che era russo senza che nessuno verificasse: questo, nella sostanza, rappresenta l’inizio di una vera guerra“, ha dichiarato Lavrov all’agenzia russa Interfax.
L’avvertimento di Lavrov e il precedente storico
Lavrov ha contestato la rottura unilaterale dei canali istituzionali decisa dall’esecutivo federale tedesco, richiamando esplicitamente la fase precedente al conflitto mondiale.
“Hanno espulso il consolato generale da Bonn e annunciato di voler stracciare gli accordi, mentre stanno chiudendo la Casa Russa a Berlino. Ricordo che prima della Seconda guerra mondiale, o meglio della Grande guerra patriottica, anche i tedeschi chiusero le loro missioni diplomatiche”, ha affermato il capo della diplomazia russa.
Le minacce di Dmitry Medvedev
Alle parole di Lavrov si sommano le dichiarazioni del vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev.
Medvedev ha definito le accuse tedesche prive di riscontro, attaccando duramente la leadership di Berlino tramite il proprio canale Telegram.
“Un atto di sabotaggio inventato è la punizione più blanda: meriterebbero un attacco diretto contro tutti gli stabilimenti tedeschi che fabbricano armi ed equipaggiamento militare per Kiev, e contro diversi altri obiettivi a Berlino”, ha scritto l’ex presidente russo.
Le conclusioni dell’intelligence tedesca sul raid di Lipsia
La crisi è precipitata dopo che il governo tedesco ha imputato a Mosca la responsabilità diretta del tentato sabotaggio all’aeroporto di Lipsia, risalente al 4 agosto.
Quel giorno venne intercettato un drone carico di esplosivo all’interno dello scalo merci e logistico tedesco.
Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt e il ministro degli Esteri Johann Wadephul hanno illustrato in conferenza stampa i risultati delle indagini condotte dalla polizia federale e dai servizi di sicurezza.
Secondo Dobrindt, la componentistica del velivolo e il coordinamento operativo dimostrano una pianificazione professionale riconducibile agli apparati statali russi.
“L’esecuzione materiale può essere stata affidata a manovalanza di basso livello, ma siamo quotidianamente bersaglio di una guerra ibrida”, ha specificato Dobrindt, incassando l’appoggio di Unione Europea e Nato.
La chiusura del consolato di Bonn e della Casa Russa
In risposta all’incursione del 4 agosto, il cancelliere federale Friedrich Merz e il ministro Wadephul hanno deliberato una serie di sanzioni diplomatiche immediate.
- Chiusura definitiva del consolato generale russo a Bonn, fissata per il 18 settembre.
- Risoluzione immediata del contratto di concessione della Casa Russa a Berlino.
- Azzeramento dell’ultima sede consolare della Federazione Russa rimasta operativa sul suolo tedesco.
Le misure colpiscono i canali di rappresentanza culturale e consolare della Russia in Germania, riducendo ai minimi storici le relazioni bilaterali tra Berlino e Mosca.

