Padova cede 18.000 mq di tetti per 16 impianti solari: 2.500 kW di energia pulita

Padova cede 18.000 mq di tetti per 16 impianti solari: 2.500 kW di energia pulita
Padova cede 18.000 mq di tetti per 16 impianti solari: 2.500 kW di energia pulita

Il Comune di Padova mette a disposizione 16 superfici pubbliche per la produzione di energia rinnovabile. Il piano nasce dalla proposta presentata dalla società Seneca Srl di Udine, che ha richiesto la concessione di 15 coperture di edifici comunali e dell’area della discarica dismessa Vasco de Gama.

L’intervento coprirà una superficie totale di 18.000 metri quadrati, sviluppando una potenza complessiva di 2.500 kWp.

La mappa dei 16 impianti sul territorio

Il progetto prevede l’installazione di 15 impianti fotovoltaici da 100 kWp ciascuno sugli immobili selezionati, a cui si aggiunge un impianto principale da 1.000 kWp collocato sul terreno della discarica Vasco de Gama.

Gli edifici municipali individuati per ospitare i moduli solari comprendono strutture sportive, magazzini e scuole:

  • Discarica Vasco de Gama
  • Centro Anziani di via Jacopo da Ponte
  • Magazzini comunali di corso Australia
  • Arcostrutture di via Bettini e via Vermigli
  • Palestra Neruda in via Chiesanuova e palazzetto Gozzano
  • Impianti sportivi Plebiscito, Luisari A. Niedda, via Edrone, via Lisbona, via Vlacovich e via Schiavone
  • Scuole Luigi Gui in via Buzzaccarini
  • Centro sportivo Brentella Raciti e complesso di Cà Rasi

I dettagli della concessione e la Comunità Energetica

Per formalizzare l’assegnazione, Palazzo Moroni ha aperto un bando di gara pubblica per consentire ad altri operatori di presentare eventuali manifestazioni di interesse concorrenti.

L’offerta sul tavolo prevede una concessione della durata di 30 anni, con tutti i costi di realizzazione, manutenzione e gestione a totale carico del proponente privato. Il canone annuo definitivo resta riservato in attesa della conclusione delle procedure di gara.

Il legame con la futura CER cittadina

Il piano include l’impegno da parte dell’azienda a cedere gli impianti alla Comunità Energetica Rinnovabile (CER) in fase di costituzione nel territorio comunale, a patto che l’organismo nasca prima del collegamento alla rete elettrica del primo sito produttivo.

L’assessore all’Ambiente Andrea Ragona ha spiegato che l’iniziativa risponde in modo concreto agli obiettivi dell’amministrazione nel contesto delle tensioni del mercato energetico.

L’impatto: fabbisogno per 800 alloggi

Una capacità complessiva di 2.500 kWp è in grado di coprire il fabbisogno elettrico istantaneo di circa 800 appartamenti residenziali. In alternativa, la medesima potenza può garantire l’autosufficienza a una struttura complessa, come un ospedale di medie dimensioni o un campus universitario.

L’energia generata potrà inoltre rifornire le infrastrutture cittadine di mobilità sostenibile, supportando l’alimentazione di oltre 50 stazioni di ricarica ultra-rapida per veicoli elettrici da 50 kW o punti di ricarica per bus urbani a batteria.

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