Da commessa a Cremona a divemaster alle Maldive: la scelta di Michela Ostini a 38 anni

Da commessa a Cremona a divemaster alle Maldive: la scelta di Michela Ostini a 38 anni
Da commessa a Cremona a divemaster alle Maldive: la scelta di Michela Ostini a 38 anni

Il 26 novembre 2022 Michela Ostini si trovava in un bar della provincia di Cremona, con jeans e maglione pesante. Ventiquattro ore dopo saliva su un aereo con un biglietto di sola andata per le Maldive, portando con sé i suoi due gatti.

A 38 anni ha chiuso con il lavoro da commessa in una boutique di abbigliamento a San Giovanni in Croce. Oggi vive stabilmente a Thulusdhoo, isola nota a livello internazionale per surf, yoga e fondali marini, dove lavora come guida snorkeling e divemaster.

Dalla vacanza alla gestione dei gruppi

Il trasferimento è nato per caso durante un soggiorno di vacanza. I gestori della guest house dove alloggiava le hanno proposto di restare per curare l’accoglienza e l’assistenza dei turisti italiani.

Dall’organizzazione della logistica di terra, Ostini è passata rapidamente alle uscite in barca. Con il tempo ha completato la formazione tecnica necessaria per guidare i subacquei professionisti e accompagnare gli appassionati di snorkeling.

La sicurezza prima di tutto

Il ruolo di divemaster comporta una gestione diretta dei rischi legati all’ambiente marino. Serve una solida resistenza fisica per intervenire in caso di imprevisti e per valutare costantemente le correnti.

Capire l’evoluzione del meteo e decidere il momento esatto in cui sospendere un’uscita fa parte delle mansioni quotidiane. La pratica sul campo è l’unico strumento per imparare a leggere il mare tropicale.

Abitudini trasformate e lontananza da casa

Sull’isola le regole locali hanno imposto un cambio radicale della routine. Il divieto di consumare alcolici e carne di maiale, insieme a un’alimentazione basata prevalentemente su riso, noodles e pollo, ha modificato il suo stile di vita.

Nei primi mesi Ostini era l’unica cittadina europea impiegata sull’isola, un contesto che ha richiesto un lungo periodo di adattamento reciproco con la comunità locale. Con il tempo la diffidenza iniziale ha lasciato spazio a una convivenza scandita da falò sulla spiaggia e collaborazioni lavorative.

La distanza mette in luce mancanze pratiche e affettive, dalla reperibilità di cure veterinarie per i gatti fino alla cucina italiana. I pranzi di famiglia per le festività natalizie rimangono il ricordo più vivo, ma i progetti futuri restano vincolati a una sola condizione: vivere dove l’estate dura dodici mesi l’anno.

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