Transito da 630 milioni di dollari alle Maldive: così i chip e i pezzi di ricambio arrivano a Mosca

Aereo di linea all'aeroporto internazionale di Malé nelle Maldive
L'aeroporto internazionale di Malé, crocevia strategico per le merci in transito verso la Russia.

Dietro l’immagine da cartolina dei resort di lusso e delle lagune coralline, l’arcipelago delle Maldive si è trasformato in un punto di passaggio logistico per Mosca. Attraverso l’aeroporto internazionale della capitale Malé transitano carichi di componenti tecnologici ed elettronici soggetti alle restrizioni occidentali.

Un’inchiesta basata su lettere di vettura aerea, manifesti di carico ed email logistiche analizzate dal Wall Street Journal documenta come lo scalo insulare permetta il passaggio di beni strategici diretti a entità russe colpite da sanzioni. Tra i prodotti figurano ricambi per l’aviazione, microprocessori e strumenti ottici.

Lo snodo di Malé e il ponte aereo mattutino

La procedura logistica segue uno schema quotidiano preciso. Ogni mattina un volo commerciale della compagnia russa Aeroflot atterra a Malé, dove intermediari locali prendono in carico merci provenienti da Europa, Stati Uniti e Cina.

I colli rimangono nell’area cargo senza mai varcare formalmente il confine doganale dell’arcipelago. Circa due ore dopo, le stesse merci vengono caricate a bordo del medesimo velivolo pronto a decollare verso l’aeroporto moscovita di Sheremetyevo.

Una volta giunti a destinazione, i rifornimenti vengono distribuiti anche a compagnie aeree come S7 Airlines e alle relative officine di manutenzione, a corto di componenti originali per i loro velivoli occidentali.

«Questo dimostra che esistono canali efficaci molto al di fuori dei soliti Paesi sospettati», ha spiegato Pavlo Shkurenko, ricercatore sulle sanzioni presso il Kyiv School of Economics Institute.

I numeri del commercio e il salto dopo il 2022

Mentre i dati doganali ufficiali delle Maldive registrano esportazioni dirette verso la Russia quasi nulle tra il 2022 e il 2025, i registri commerciali russi analizzati dalla società specializzata Import Genius svelano un flusso completamente diverso.

Nel 2021 le importazioni russe dalle Maldive ammontavano a meno di 7 milioni di dollari. Nel 2022, anno di inizio del conflitto su larga scala in Ucraina, il valore è balzato a oltre 630 milioni di dollari, assestandosi a 160 milioni nel 2024.

I volumi complessivi restano inferiori rispetto ai 15 miliardi di dollari annui intermediati da grandi snodi come Cina, Turchia ed Emirati Arabi Uniti. Tuttavia, l’attività a Malé è cresciuta fino a toccare picchi come il record di 126 tonnellate di cargo in transito movimentate in un solo giorno nel luglio scorso, con Aeroflot che ha coperto il 12% delle merci in uscita nella prima metà dell’anno.

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L’impatto economico sull’arcipelago

Il rapporto tra Malé e Mosca poggia anche su solide ragioni economiche. I turisti russi costituiscono il secondo gruppo più numeroso nell’arcipelago dopo quelli cinesi, rendendo il settore ricettivo locale particolarmente dipendente da questi arrivi.

Allo stesso tempo, la gestione del cargo e la vendita di carburante aereo hanno generato entrate rilevanti. Nel 2024 la statale Maldives Airports Company ha archiviato profitti record, diventando l’azienda pubblica più redditizia del Paese.

La modifica dei documenti e il caso tedesco

Il transito delle merci viene agevolato dalla riscrittura dei documenti di viaggio direttamente in aeroporto, operazione condotta da agenzie locali come Freight Care e Go Investment.

All’arrivo della merce a Malé viene emessa una seconda lettera di vettura aerea per il volo verso Sheremetyevo, dalla quale scompare il nome del venditore originale e l’effettiva provenienza del carico.

Un caso verificatosi nel maggio 2024 riguarda la società tedesca Kraemer Mining, che aveva venduto pompe industriali, cinghie e batterie per 9mila euro a un’impresa in Kirghizistan. Il carico, spedito da Düsseldorf a Malé con un volo Emirates, è stato preso in carico da Freight Care e reindirizzato a Mosca su un volo Aeroflot per conto dell’importatore siberiano Gruppa Kompaniy Tehno.

Le sedi registrate di queste agenzie intermediarie risultano difficili da localizzare. Gli indirizzi ufficiali di Freight Care a Malé corrispondono a edifici privi di uffici operativi dell’azienda, mentre la sede di Go Investment coincide con un piccolo punto vendita di elettronica.

Hussain Waheed, amministratore delegato di Freight Care, ha confermato la gestione di spedizioni in transito verso la Russia, precisando: «Non sosteniamo nessuna guerra» e smentendo il coinvolgimento consapevole nel trasferimento di prodotti destinati a scopi bellici.

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