A 38 anni lascia Cremona per le Maldive: da commessa a guida snorkeling nell’Oceano

A 38 anni lascia Cremona per le Maldive: da commessa a guida snorkeling nell'Oceano
A 38 anni lascia Cremona per le Maldive: da commessa a guida snorkeling nell'Oceano

Fino al 2022 Michela Ostini lavorava come commessa in una boutique di Cremona. Il 27 novembre di quell’anno è partita dal suo paese d’origine, San Giovanni in Croce, per una vacanza alle Maldive: non è più rientrata.

A 38 anni ha scelto di stabilirsi sull’isola di Thulusdhoo, trasformando la passione per il mare in una professione a tempo pieno come guida snorkeling e divemaster nell’Oceano Indiano.

Michela: «Io, commessa di Cremona in vacanza alle Maldive: sono rimasta qui, faccio la guida snorkeling. Odiavo in Natale, adesso un po
Michela Ostini durante la sua attività lavorativa in mare alle Maldive.

Dal bancone della boutique alle immersioni

La svolta è nata dall’esigenza di abbandonare ambienti chiusi, abiti formali e una routine lavorativa percepita come troppo stretta. Durante il soggiorno iniziale in una guest house dell’arcipelago, è arrivata la proposta di gestire i clienti italiani della struttura.

Da quel momento è iniziato il percorso per ottenere le certificazioni. Oltre a una buona resistenza per sostenere uscite multiple quotidiane, il ruolo di guida richiede la capacità di leggere i cambiamenti meteo e le correnti marine.

La qualifica di divemaster ha aggiunto una formazione tecnica complessa, basata su principi di fisica, gestione rigorosa dell’attrezzatura e protocolli di sicurezza per assistere altre persone sott’acqua.

L’attività quotidiana a Thulusdhoo

L’isola di Thulusdhoo è una meta nota a livello internazionale per il surf. Il lavoro di Michela si concentra sull’organizzazione e sulla sicurezza dei gruppi che partecipano a retreat di surf, yoga e snorkeling.

Le uscite in barca vengono pianificate ogni giorno monitorando venti, maree e fondali. Sull’isola è riuscita a trasferire dall’Italia anche i suoi due gatti.

Adattamento, salute e vita sull’isola

L’integrazione iniziale è avvenuta su un’isola poco turistica, dove Michela era l’unica lavoratrice europea. Il successivo trasferimento a Thulusdhoo ha reso le relazioni quotidiane con gli abitanti locali più semplici e naturali.

Il cambio radicale di abitudini ha prodotto effetti diretti sulla sua salute. Al rientro in Italia dopo un anno e mezzo, le analisi del sangue hanno mostrato parametri ottimali, inclusi i valori del colesterolo legati a problemi di tiroide.

La vita locale impone una routine alimentare priva di alcol e carne di maiale, con pasti incentrati principalmente su riso, pollo, pesce fresco e noodles.

I limiti logistici e i legami con l’Italia

Spostarsi tra gli atolli richiede pianificazione: per raggiungere altre zone o la capitale Malé servono motoscafi veloci e spesso almeno due giorni liberi. I periodi di vacanza più lunghi permettono viaggi verso altri Paesi asiatici come lo Sri Lanka, raggiungibile con voli da circa 200 dollari.

La distanza mette in evidenza alcune complessità pratiche, prima fra tutte la scarsità di cliniche veterinarie avanzate per la cura degli animali domestici rispetto agli standard europei.

Della pianura lombarda restano la nostalgia per le feste di paese, la cucina italiana e i pranzi di Natale trascorsi in famiglia, ma il progetto futuro resta chiaro: continuare a vivere e lavorare dove l’estate dura dodici mesi all’anno.

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