La Falanghina del Sannio si prepara a fare il salto verso la DOCG, spinta dalle iniziative del Consorzio di Tutela Vini Sannio. Coltivata nel Beneventano tra il massiccio del Taburno e quello del Matese, resta uno dei bianchi campani più affidabili per chi cerca pulizia di beva e costi contenuti.
Nelle edizioni 2026 delle guide Vini d’Italia e BereBene del Gambero Rosso, sei etichette d’eccellenza che hanno conquistato i Tre Bicchieri o raggiunto le finali si trovano sul mercato a cifre inferiori a 15 euro. Una di queste scende addirittura sotto la soglia dei 10 euro.
Le migliori etichette sotto i 15 euro
Falanghina del Sannio Janare Anima Lavica 2024 – La Guardiense
La cantina cooperativa di Guardia Sanframondi, fondata nel 1960 e forte di circa mille soci su 1500 ettari, conquista i Tre Bicchieri con l’annata 2024 di Anima Lavica. Il profilo olfattivo punta su cedro, limone, erbe aromatiche e fiori campestri. Al palato esprime tensione minerale, sapidità decisa e un finale agrumato persistente.
Falanghina del Sannio Janare Senete 2024 – La Guardiense
Sempre dalla linea Janare della cooperativa beneventana arriva la Senete 2024. Mostra una matrice aromatica incentrata sulle erbe di campo, sostenuta da un’acidità viva e da un sorso marcatamente salino.
Falanghina del Sannio Taburno BjondoRe 2024 – Fontanavecchia
L’azienda guidata da Libero Rillo a Torrecuso ha radici che risalgono ai registri borbonici. Il BjondoRe 2024 mette in mostra profumi di fieno tagliato, timo, ananas e cedro, abbinati a un ingresso in bocca ampio e sapido.
Falanghina del Sannio 2023 – Mario Fappiano
A San Lorenzello, ai piedi del Matese, la famiglia Fappiano produce vino da quattro generazioni. La gestione di Mario Fappiano valorizza venti ettari vitati con un’annata 2023 che profuma di nespola, pesca matura e miele bianco, bilanciati al sorso da una sfumatura fresca e muschiata.
Guardia Sanframondi 2024 – Aia dei Colombi
Fondata nel 2002 dalla famiglia Pascale, questa realtà vinifica in acciaio per preservare l’aromaticità primaria. La bottiglia 2024 costa meno di 10 euro in commercio e propone note di fieno, pompelmo e salvia, con uno sviluppo gustativo sobrio e lineare.
Falanghina del Sannio Svelato 2024 – Terre Stregate
Fondata nel 2004 da Armando Iacobucci e gestita oggi dai figli Carlo e Filomena, l’azienda lavora appezzamenti tra Guardia Sanframondi, Castelvenere e Puglianello. La versione 2024 dello Svelato offre note di frutta bianca matura, cedro e timo su una beva agile e asciutta.

Servizio, abbinamenti e profilo a tavola
La temperatura ideale di servizio per le versioni d’annata oscilla tra 8°C e 10°C. Per le selezioni passate in legno o etichettate come riserva è preferibile salire a 10-12°C per dare spazio alla complessità olfattiva.
Il corredo fatto di spiccata acidità e componente minerale rende questo vitigno indicato per l’abbinamento con la cucina marinara e le specialità campane:
- Spaghetti alle vongole, dove il nervo acido bilancia la componente grassa dell’olio.
- Frittura di paranza, grazie alla capacità di sgrassare il palato.
- Impepata di cozze, assecondando la sapidità del mollusco e la spinta del pepe.
- Mozzarella di bufala campana DOP, anche sulla pizza, sfruttando il contrasto con la grassezza del latte.

Evoluzione nel tempo e stili produttivi
Il disciplinare prevede diverse declinazioni: vino fermo, vendemmia tardiva (con surmaturazione in pianta), spumante nelle varianti Extra Brut, Brut ed Extra Dry, oltre al passito.
La tenuta all’affinamento
Le prove di conservazione evidenziano una marcata evoluzione del vitigno. A sei mesi dall’imbottigliamento prevalgono aromi fermentativi di mela, banana e ananas, arricchiti da toni floreali e pesca. Intorno ai 18 mesi le componenti primarie lasciano il posto a sentori varietali più precisi e complessi, ampliando lo spessore gustativo.


Origini e differenze territoriali
Il termine deriva con ogni probabilità da falanx, il palo di sostegno a cui veniva legata la vite. La riscoperta su larga scala risale alla metà degli anni Settanta del Novecento.
In Campania convivono due biotipi distinti. Nei Campi Flegrei la diffusione è legata alla famiglia Martusciello e ai vecchi ceppi a piede franco del Lago d’Averno, caratterizzati da profili minerali e marini. Nel Sannio, dove la rinascita commerciale si deve all’opera di Leonardo Mustilli a Bonea, il vitigno genera vini con maggiore corpo, acidità pronunciata e struttura, presenti oggi anche in Molise e nella Puglia settentrionale.

