Piazza del Popolo a San Severino Marche si distingue per la sua pianta ellittica incorniciata da portici storici. Sotto queste arcate, in provincia di Macerata, opera una gelateria che fa convivere due territori distanti: l’Appennino centrale e la Sicilia.
Il locale si chiama Antica Latteria dell’Appennino ed è stato inserito con il riconoscimento di un Cono nella guida Gelaterie d’Italia 2027 del Gambero Rosso. La proposta affianca dolci dell’isola a gusti salati basati su formaggi e produzioni agricole locali.
La piazza di San Severino Marche dove si trova l’Antica Latteria dell’Appennino.
Scorcio dei portici di San Severino Marche che ospitano il locale.
La ripartenza dopo il terremoto del 2016
L’avvio dell’attività ha rischiato di non concretizzarsi. Gianpaolo Mattiacci aveva rilevato gli spazi due mesi prima del sisma del 2016, evento che aveva gettato forte incertezza su qualsiasi nuovo investimento nell’area.
Assieme alla compagna Giovanna Monachella, originaria di Gela, Mattiacci ha scelto di aprire comunque nel maggio del 2017. Milanese di nascita ma con legami familiari a San Severino Marche, ha unito gli studi alla scuola di gelateria di Longarone alla sua esperienza pregressa nella ristorazione.
L’impostazione produttiva punta su lotti ridotti e lavorazione esclusivamente artigianale. La produzione giornaliera non prevede volumi industriali: una volta esaurito il banco, il prodotto non viene sostituito fino alla successiva lavorazione.
Coppetta di gelato artigianale preparata con materie prime dell’Appennino.
Dettaglio del gelato artigianale dell’Antica Latteria dell’Appennino.
Formaggi dei Sibillini e ricette da barman
Il percorso di Mattiacci come sommelier del formaggio e barman emerge chiaramente nella composizione delle ricette. I latticini locali sono al centro di creazioni insolite per il banco dei gelati.
Tra le carapine compaiono il pecorino dei Monti Sibillini abbinato a fichi caramellati affogati nel vino Rosso Piceno, la ricotta salata di Norcia e il gusto “Canfaito”, che riprende l’abitudine marchigiana di consumare ricotta fresca con il mistrà, liquore all’anice.
Viene riproposta anche la combinazione classica di pane, burro di montagna e marmellata, accanto a ingredienti del circondario come il latte di Colfiorito, le noci di Pioraco, il miele di zona, le castagne e l’anguria estiva.
Dalla mixology alla mantecatura
Il lavoro dietro al bancone risente degli equilibri tipici della miscelazione. Gli accostamenti tra alcolici, formaggi stagionati e frutta sono calibrati per mantenere consistenza e palato pulito, evitando l’eccesso di zuccheri.
Cannoli tradizionali siciliani farciti artigianalmente nel locale marchigiano.
Vassoio di cannoli preparati secondo la tradizione siciliana.
La linea siciliana tra granite e cannoli
La componente siciliana della bottega è gestita applicando tecniche rigorose apprese sul posto. La preparazione della cremolata di ricotta deriva da scambi diretti con artigiani di Modica, mentre i cannoli seguono la scuola di Trapani.
Le granite includono la versione al cioccolato di matrice catanese, la mandorla, la granita al caffè realizzata senza processo di mantecatura e quella ai gelsi freschi, vincolata alla disponibilità stagionale. Il pistacchio proviene direttamente dalla Sicilia, unica deroga alla filiera corta appenninica.
La clientela comprende residenti, turisti e comunità siciliane provenienti da città limitrofe o da fuori regione, attirate dalla fedeltà alle ricette isolane all’interno dell’entroterra maceratese.







