Scuola, il 92,8% degli istituti senza aria condizionata: servirebbe 1 miliardo per raffrescare le aule

Scuola, il 92,8% degli istituti senza aria condizionata: servirebbe 1 miliardo per raffrescare le aule
Scuola, il 92,8% degli istituti senza aria condizionata: servirebbe 1 miliardo per raffrescare le aule

Quasi 8 milioni di studenti rientrano sui banchi mentre una nuova ondata di caldo interessa la penisola. Oltre il 90% degli edifici scolastici italiani non possiede alcun impianto di climatizzazione, rendendo critiche le condizioni ambientali nelle prime settimane di lezione.

Calendario a scaglioni e la richiesta di rinvio a ottobre

Le lezioni sono ripartite il 7 settembre per oltre 85mila alunni della Provincia autonoma di Bolzano. Il calendario regionale prosegue a scaglioni: il 10 settembre tocca a Trento, Valle d’Aosta e Veneto, mentre Basilicata e Puglia concluderanno la serie di aperture tra il 16 e il 17 settembre.

Le temperature oltre i 30 gradi all’interno delle aule hanno riacceso la contestazione. Una petizione avviata da una docente campana e appoggiata dalle sigle sindacali richiede di spostare l’apertura generale al 1° ottobre.

inizio scuola ondata caldo
Inizio della scuola durante l’ondata di caldo nelle classi italiane.

L’Italia mantiene una delle pause estive più lunghe d’Europa con 97 giorni complessivi. In paesi come Germania, Danimarca e Finlandia le lezioni ripartono ad agosto, ma con un numero complessivo di ore o una distribuzione dei riposi differente lungo l’anno.

I rischi sanitari: stress psicofisico e virus stagionali

Il pediatra Italo Farnetani ha spiegato ad Adnkronos Salute che le temperature anomale acuiscono lo stress psicofisico, con effetti diretti su memoria, concentrazione e apprendimento.

L’Istituto Superiore di Sanità segnala parallelamente l’impatto del “back to school blues”, la sindrome da rientro che porta cefalee, disturbi del sonno, irritabilità e ansia legata al rendimento o ai rapporti sociali.

Qualità dell’aria e trasmissione microbica

La convivenza in spazi chiusi riattiva la circolazione dei virus respiratori, a partire dal rinovirus. I contagi partono dai banchi per poi diffondersi all’interno dei nuclei familiari.

Uno studio dell’Università di Ferrara esposto al congresso ERS evidenzia una correlazione tra la presenza di batteri ambientali nella polvere delle aule e una lieve perdita di funzionalità polmonare negli alunni, richiamando la necessità di ventilazione continua e pulizia approfondita.

La carenza di impianti: 20 milioni stanziati contro 1 miliardo di fabbisogno

I numeri raccolti da Tuttoscuola evidenziano un deficit strutturale: il 92,8% delle strutture scolastiche è privo di aria condizionata. Solo una classe su 14 dispone di raffrescamento attivo.

L’adeguamento tecnologico di tutti i plessi richiederebbe un miliardo di euro, cifra che i sindacati chiedono di distribuire su piani triennali da 1,5 miliardi.

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, guidato da Giuseppe Valditara, ha confermato il rispetto del calendario stanziando un fondo straordinario di 20 milioni di euro per l’acquisto di apparecchi di ventilazione.

La FLC CGIL insiste sull’applicazione del decreto 81 in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, aprendo alla possibilità di fermare la didattica quando le temperature interne superano i limiti di tollerabilità biologica.

Qui condivido consigli utili e lifehack per affrontare al meglio recupero anni, diplomi, debiti ed esami universitari. Istituto Impariamo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *