Caldo a scuola, 20 milioni per 350.000 classi: per la FLC CGIL sono appena 57 euro ad aula

Caldo a scuola, 20 milioni per 350.000 classi: per la FLC CGIL sono appena 57 euro ad aula
Caldo a scuola, 20 milioni per 350.000 classi: per la FLC CGIL sono appena 57 euro ad aula

L’inizio dell’anno scolastico coincide con temperature estreme all’interno degli istituti italiani. La misura messa in campo dal Governo e dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara prevede uno stanziamento complessivo di 20 milioni di euro.

A fronte di circa 350.000 classi attive sul territorio nazionale, il contributo economico si traduce in una cifra irrisoria: circa 57 euro ad aula. Una somma che la Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL giudica del tutto insufficiente a fronteggiare il disagio termico quotidiano.

Lo stanziamento del Ministero sotto accusa

Per il sindacato, tamponare la situazione con risorse minime non risolve le criticità strutturali del patrimonio scolastico. La vera necessità resta un piano organico di riqualificazione ed efficientamento energetico, capace di garantire un microclima compatibile con l’attività didattica.

Il benessere termoigrometrico non è una semplice comodità accessoria, ma una componente essenziale della salute e della sicurezza sul lavoro. Personale scolastico e studenti convivono spesso con ambienti privi di isolamento adeguato o di sistemi di ventilazione efficaci.

Mobilitazione sul campo: il ruolo di RLS e RSU

FLC CGIL ha deciso di affiancare alla contestazione politica un piano di intervento pratico all’interno di ogni singolo istituto. L’obiettivo è rendere consapevoli lavoratori, famiglie e studenti che le condizioni climatiche estreme costituiscono un rischio regolamentato dalle norme sulla sicurezza.

I Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e le Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) sono chiamati ad attivarsi direttamente con i vertici scolastici attraverso passaggi formali.

Le quattro mosse per RLS e RSU

  • Aggiornamento del DVR: richiedere formalmente al Dirigente Scolastico l’integrazione del Documento di Valutazione dei Rischi, inserendo i parametri sul microclima alla luce delle recenti ondate di calore.
  • Controllo delle misure di prevenzione: accertare che le disposizioni protettive indicate nel DVR siano realmente attive ed efficaci negli ambienti scolastici.
  • Convocazione urgente dell’SPP: riunire il Servizio di Prevenzione e Protezione per definire orari, pause, informative e richieste formali agli Enti Locali proprietari delle strutture.
  • Discussione in Consiglio di Istituto: portare il tema delle condizioni ambientali nell’organo collegiale responsabile dell’amministrazione generale della scuola.

Programmazione in vista della primavera

L’iniziativa sindacale punta a evitare che l’adattamento individuale rimanga l’unica risposta al caldo anomalo. Gli interventi chiesti oggi servono a impostare il lavoro con gli Enti Locali e con il Ministero in vista dei mesi caldi della prossima primavera.

La vivibilità delle aule e la tutela fisica di docenti, personale ATA e studenti rientrano pienamente tra le materie di contrattazione e di tutela sindacale nei luoghi di lavoro pubblici.

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