Una bambina di 8 anni è finita a terra dopo lo sgambetto di un compagno di classe nel cortile scolastico, riportando la rottura di due incisivi superiori. A distanza di oltre dieci anni dall’incidente, avvenuto nel 2013 a Pescara, la Corte di Cassazione ha stabilito la responsabilità dell’istituto scolastico per omessa vigilanza, fissando un risarcimento totale di 9.303 euro.
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La dinamica nel cortile e il ruolo dell’insegnante
L’episodio si è verificato al termine della pausa pranzo, mentre gli alunni stavano giocando prima di rientrare in aula. Tra i due bambini si era verificato un primo scontro fisico: l’alunna aveva spinto il compagno per motivi legati al gioco.
Poco dopo, il compagno ha reagito prendendo la rincorsa e facendole uno sgambetto a tradimento. La caduta frontale ha causato un impatto violento della bocca sul terreno, provocando la frattura traumatica dei denti.
L’insegnante incaricata della sorveglianza non aveva notato la prima spinta e non si era accorta della crescente tensione tra i due compagni. Questo vuoto di controllo ha costituito il perno centrale della controversia legale.
La decisione della Cassazione sulla vigilanza
La Suprema Corte ha chiarito che il personale scolastico ha il dovere di monitorare le dinamiche relazionali degli allievi. Data l’età dei bambini, un controllo attento avrebbe permesso di rilevare il primo alterco e separare i minori prima che la reazione sfociasse nell’aggressione.
I giudici hanno quindi respinto la tesi del fatto del tutto imprevedibile e inevitabile sostenuta nei gradi di giudizio precedenti. Sia il Tribunale dell’Aquila nel 2017 sia la Corte d’Appello nel 2021 avevano infatti negato il risarcimento, considerando l’azione repentina non imputabile alla scuola.
Il concorso di colpa e la quantificazione del danno
La richiesta originaria avanzata dalla famiglia contro il Ministero dell’Istruzione ammontava a 14.730,06 euro, a copertura dei danni fisici e degli interventi dentistici passati e futuri. I giudici hanno però applicato un concorso di colpa del 30 per cento a carico dell’alunna per aver innescato il litigio con la spinta iniziale.
La liquidazione finale include 2.960 euro per danno permanente stimato al 2 per cento, 431,25 euro per inabilità temporanea e 9.900 euro destinati alle terapie odontoiatriche future. Applicata la decurtazione della colpa e sottratti i 900 euro precedentemente versati dall’assicurazione della scuola, l’importo definitivo è stato quantificato in 9.303 euro.

