Dalle linee di montaggio delle auto scoperte alla fabbricazione di scudi antimissile. Lo stabilimento Volkswagen di Osnabrück cambia radicalmente pelle: la struttura verrà ceduta e riconvertita per rifornire l’industria della difesa aerea.
Il sito industriale, il più piccolo tra quelli gestiti dal colosso di Wolfsburg, era inizialmente destinato a cessare le operazioni nel 2027. L’operazione vedrà il passaggio della maggioranza al fondo israeliano Aurelius Capital, affiancato con una quota di minoranza dal Land della Bassa Sassonia, azionista storico del gruppo automobilistico.
La transizione industriale verso la difesa
L’ingresso della mano pubblica garantirà continuità produttiva a una parte consistente dell’organico. Secondo quanto reso noto da Daniela Cavallo, presidente del comitato aziendale di Volkswagen, oltre 1.200 lavoratori sui 2.300 attualmente impiegati manterranno il proprio posto all’interno del polo produttivo, mentre proseguono i negoziati per ricollocare il personale rimanente.
I nuovi proprietari hanno definito un’intesa operativa con Rafael Advanced Defense Systems, colosso statale israeliano della difesa. Le linee di Osnabrück forniranno componenti di supporto per il sistema Iron Dome, piattaforma cardine per l’intercettazione di razzi e proiettili d’artiglieria.
La cooperazione include lo sviluppo di ulteriori tecnologie militari d’avanguardia destinate al mercato europeo e tedesco, come confermato dall’amministratore delegato di Rafael, Joav Tourgeman.
Laser e corazze attive: le tecnologie in arrivo
Il catalogo bellico della compagnia comprende sistemi all’avanguardia come Iron Beam, un’arma laser progettata per neutralizzare minacce aeree ad alta velocità. L’azienda realizza inoltre il dispositivo Trophy, la corazza attiva montata sui carri armati Leopard dell’esercito tedesco per intercettare missili guidati e razzi anticarro prima dell’impatto.
La trasformazione chiude la lunga tradizione civile di Osnabrück. Il complesso, rilevato da Volkswagen nel 2009 per evitarne il fallimento dopo l’era Karmann, assembla attualmente i modelli T-Roc Cabriolet e Arteon, destinati a uscire definitivamente di produzione entro l’estate del 2027.
La ristrutturazione di Wolfsburg tocca anche l’Italia
La cessione di Osnabrück si inserisce nel piano di revisione industriale approvato dai vertici del costruttore tedesco per far fronte a una profonda crisi di redditività. Gli impianti a rischio dismissione integrale annunciati dal gruppo sono quattro: Emden, Zwickau, Hannover e Neckarsulm.
La strategia generale prevede il taglio di circa 100.000 posti di lavoro complessivi e la vendita di circa un terzo delle 2.000 partecipazioni societarie detenute a livello globale. Nella lista delle possibili dismissioni figura anche Ducati, storico marchio motociclistico controllato tramite Audi, con circa 2.000 dipendenti attivi prevalentemente nella sede bolognese di Borgo Panigale.

