Volkswagen valuta il taglio di 750 partecipazioni: a rischio Ducati e Lamborghini

Volkswagen valuta il taglio di 750 partecipazioni: a rischio Ducati e Lamborghini
Volkswagen valuta il taglio di 750 partecipazioni: a rischio Ducati e Lamborghini

Il piano di ristrutturazione annunciato dai vertici di Volkswagen rischia di colpire al cuore la Motor Valley emiliana. Il gruppo automobilistico tedesco ha deciso di rimettere in discussione circa un terzo delle proprie partecipazioni globali, inserendo circa 750 asset in una lista di possibili cessioni o diluizioni finanziarie.

Tra le realtà coinvolte figurano Ducati e Lamborghini, entrambi marchi italiani controllati direttamente attraverso la controllata Audi. L’eventualità di una vendita o di un disimpegno parziale ha immediatamente allertato le istituzioni nazionali e i rappresentanti dei lavoratori.

I numeri in gioco a Borgo Panigale

La notizia è arrivata a Borgo Panigale proprio mentre l’azienda motociclistica celebrava il traguardo del centenario. Ducati viaggia su numeri record: vanta un fatturato annuo di circa 1 miliardo di euro e dà lavoro a oltre 2.000 dipendenti.

L’amministratore delegato Stefano Domenicali ha ribadito la solidità della casa bolognese, definendola “sana” e nel momento più florido della sua storia industriale e sportiva. Le decisioni strategiche di Wolfsburg rispondono però a una profonda crisi interna che impone il rientro immediato di capitali.

La risposta del governo e l’asse sindacale

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha aperto un canale di contatto diretto con i vertici di Borgo Panigale. L’esecutivo punta a monitorare da vicino l’evoluzione del piano industriale per proteggere il presidio produttivo e tecnologico italiano.

Urso ha precisato che Roma intende impiegare tutti gli strumenti normativi e finanziari disponibili per tutelare l’eccellenza industriale del marchio ed evitarne lo smembramento.

Il monitoraggio su Lamborghini e il fronte tedesco

L’incertezza tocca anche Automobili Lamborghini, marchio con sede a Sant’Agata Bolognese integrato nell’orbita Volkswagen dal 1998. La struttura di controllo ricalca quella di Ducati, passando per la filiale Audi.

Sul fronte del lavoro si muovono le rappresentanze metalmeccaniche. Il segretario generale della Fiom-Cgil, Michele De Palma, ha avviato un confronto con il sindacato tedesco Ig Metall per analizzare nel dettaglio le intenzioni del gruppo di Wolfsburg e verificare l’impatto sugli stabilimenti italiani.

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