Il caro-set spinge le produzioni lontano dalla Capitale
Girare per le strade di Roma non conviene più. A certificarlo è Michele Placido, che punta il dito contro i costi proibitivi dei permessi e i disagi logistici legati ai camion delle riprese che occupano giorno e notte i quartieri cittadini.
Secondo il regista e produttore, a meno che non si tratti di scene insostituibili da collocare per forza a piazza Navona o piazza del Popolo, l’unica soluzione per l’industria cinematografica è quella di cercare Roma fuori dai confini comunali.
La provincia offre condizioni economiche e logistiche nettamente più favorevoli, oltre a un’accoglienza più calorosa da parte di bar, negozianti e comunità locali, che spesso beneficiano di un ritorno d’immagine a lungo termine, esattamente come accaduto con i borghi siciliani di Montalbano.
Dalla Tuscia all’Agro Pontino: la ricerca della Roma alternativa
A seconda dell’epoca da rappresentare, il centro storico di Viterbo può rimpiazzare senza problemi i rioni della Capitale. Per i progetti contemporanei, invece, il baricentro si sposta ancora più a sud.
Il prossimo film di Placido, pur essendo ambientato a Roma, verrà girato interamente a Latina l’anno prossimo. Il motivo è puramente contabile: nelle realtà provinciali i costi di produzione arrivano a essere appena un terzo rispetto a quelli capitolini.
L’esperienza di Villa Borghese e l’idea della cauzione per i residenti
L’ultima volta che il cineasta ha diretto una troupe all’interno di Roma risale a quattro anni fa per Eterno visionario, la pellicola dedicata a Luigi Pirandello con Fabrizio Bentivoglio. In quell’occasione scelse Villa Borghese, posizionando i mezzi vicino a un’ambasciata per non intralciare la sosta dei cittadini.
Di fronte alle proteste continue dei residenti per la perdita dei parcheggi e il caos del traffico, Placido richiama una massima di Mario Monicelli sul gusto tutto italiano per la polemica, ma formula anche una proposta concreta per l’amministrazione capitolina.
L’idea prevede che il Comune di Roma introduca un deposito cauzionale obbligatorio a carico delle case di produzione. Questo fondo servirebbe a risarcire in modo diretto i residenti capaci di documentare i danni effettivi subiti durante i giorni delle riprese.

