Il prossimo passaggio dall’ora legale all’ora solare è fissato per la notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026. Alle ore 3:00 del mattino le lancette degli orologi dovranno essere spostate indietro di sessanta minuti, tornando sulle 2:00.
Questo meccanismo consentirà di dormire un’ora in più durante quella specifica notte. A partire dal giorno successivo farà buio prima al pomeriggio, ma le prime ore del mattino beneficeranno di maggiore luce naturale.
Dispositivi digitali e regolazione manuale
Tutti gli apparecchi elettronici connessi alla rete, come smartphone, smartwatch, tablet e computer, aggiorneranno l’orario in modo automatico. Non sarà richiesto alcun intervento da parte degli utenti sui sistemi operativi moderni.
Al contrario, gli orologi da parete, i modelli da polso tradizionali e le sveglie analogiche da comodino richiederanno una regolazione manuale per allinearsi all’ora solare.
Differenze stagionali e impatto energetico
L’ora solare rimarrà in vigore fino all’ultimo fine settimana di marzo, momento in cui scatterà nuovamente l’ora legale con lo spostamento delle lancette in avanti dalle 2:00 alle 3:00. L’ora legale del 2026 era entrata in vigore domenica 29 marzo.
La scelta di effettuare la transizione durante la notte tra sabato e domenica risponde alla necessità logistica di limitare i disagi per la circolazione dei trasporti pubblici e per le attività produttive.
Il bilancio economico certificato da Terna
L’Italia ha introdotto l’ora legale in via definitiva nel 1966, mentre l’armonizzazione a livello comunitario con un calendario uniforme risale al 1996. Lo scopo principale è sfruttare l’illuminazione naturale nei mesi estivi per ridurre il fabbisogno di elettricità.
I dati registrati da Terna Spa, la società che gestisce la rete di trasmissione elettrica nazionale, certificano che tra il 2004 e il 2025 l’ora legale ha consentito all’Italia di risparmiare complessivamente oltre 12 miliardi di chilowattora.
Questo taglio nei consumi energetici ha generato un beneficio economico diretto per i cittadini pari a circa 2,3 miliardi di euro.
Effetti sull’organismo: il micro-jet lag
La variazione oraria agisce sul corpo umano in modo analogo a un micro-jet lag, interrompendo la sincronizzazione tra i ritmi circadiani e l’esposizione alla luce solare. Questo sfasamento altera la normale pressione del sonno.
Tra le conseguenze più comuni legate all’adattamento psicofisico si registrano insonnia, senso di affaticamento durante il giorno, cali di concentrazione e temporanea irritabilità. L’organismo richiede generalmente alcuni giorni per ristabilire l’equilibrio biologico.
Per mitigare questi disturbi si consiglia di mantenere una costante idratazione, svolgere regolare attività fisica e privilegiare un’alimentazione a base di cibi ricchi di sali minerali e vitamine, evitando cene abbondanti o bevande stimolanti nelle ore serali.
La normativa europea e la situazione di stallo
Il cambio d’orario è disciplinato dalla Direttiva Europea 2000/84/CE, che impone un regime coordinato a tutti i Paesi dell’Unione Europea, escludendo decisioni unilaterali da parte dei singoli governi nazionali.
Nel 2018 il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione favorevole alla soppressione dell’obbligo del doppio cambio stagionale, demandando a ogni Stato membro la scelta tra ora legale o solare permanente.
L’assenza di un accordo formale e congiunto all’interno del Consiglio dell’Unione Europea mantiene il provvedimento fermo, lasciando inalterato l’attuale calendario dei cambi d’ora.

