A Lesmo, in provincia di Monza e Brianza, l’Hostaria 2.0 ha formalizzato una svolta radicale: via i seggioloni e cancellato il menù dedicato ai più piccoli. Il locale guidato da Alan Sampietro si autodefinisce il primo ristorante «child free» del territorio brianzolo.
La misura non impone un divieto d’accesso formale, non consentito dalla legge, ma azzera qualsiasi servizio di supporto per la prima infanzia. L’obiettivo dichiarato dalla gestione è preservare un’atmosfera soffusa e tranquilla.
La scintilla della recensione a una stella
A determinare la decisione è stato un episodio specifico legato a una prenotazione domenicale. Una madre, insoddisfatta della gestione logistica durante un pranzo con il figlio di 18 mesi, ha pubblicato una recensione negativa da una sola stella.
La contestazione ha spinto Sampietro a formalizzare sui canali digitali una linea di accoglienza già maturata nel tempo. L’annuncio ha scatenato immediatamente un acceso confronto tra gli utenti.

Lo scontro sulle accuse di denatalità
Mentre diversi clienti hanno espresso apprezzamento per la garanzia di un contesto privo di rumori molesti, altri hanno reagito duramente. Tra i commenti sono comparse accuse di ostilità verso la genitorialità e persino di incentivare il calo delle nascite.
«Non odiamo i bambini, non abbiamo nulla contro le famiglie e non stiamo invitando nessuno a non averne», ha replicato il titolare intervenendo sul profilo dell’attività per placare le rimostranze.
Il locale conta complessivamente appena 26 coperti. La scelta comunicativa preventiva, sottolinea la proprietà, mira proprio a evitare spiacevoli equivoci all’arrivo dei clienti in sala.

