In una società in cui il successo viene costantemente parametrato sui beni materiali, lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet propone una prospettiva opposta. Secondo l’esperto, per raggiungere la felicità è necessario “finire in rosso”, scegliendo di dare molto più di quanto si riceve in cambio.
Spesso chi possiede poco riesce ad apprezzare la bellezza delle cose essenziali, trovando serenità in gesti invisibili ai più. Al contrario, l’abbondanza economica coincide frequentemente con una profonda insoddisfazione emotiva.
La provocazione sul valore del dare oltre il denaro
Crepet chiarisce come la ricchezza materiale non sia affatto sinonimo di appagamento interiore. Alla domanda se sia possibile definirsi ricchi anche in assenza di disponibilità economiche, lo psichiatra risponde in modo affermativo.
L’invito è quello di alimentare la sfera emotiva, riscoprendo il valore delle parole di incoraggiamento e delle relazioni sincere nei momenti di maggiore difficoltà.
L’insegnamento del maestro armeno e la speranza
Per spiegare questo concetto, Crepet cita una lezione ricevuta all’inizio del suo percorso: “Il mio primissimo maestro, che è stato un armeno, mi diceva: ‘Guarda che anche un galeotto riesce a giocare a scacchi con l’ombra della grata’. Ed io non riuscivo a capire sta roba qua. Vuol dire che c’è sempre una speranza, anche quando non hai niente”.
La metafora indica la possibilità concreta di trovare risorse vitali e progettualità anche nelle condizioni di privazione più estrema.
Conoscere o possedere: la sfida per le nuove generazioni
Il messaggio dello psichiatra si rivolge in modo particolare ai giovani, chiamati a distinguere tra l’accumulo di oggetti e la conquista del sapere.
“La conoscenza ti fa crescere, l’avere ti può far anche star seduto. Hai due possibilità: navigare o guardare qualcuno che lo fa”, precisa Crepet per evidenziare il valore dell’azione diretta rispetto alla passività.
I beni esteriori tendono a deteriorarsi nel tempo, mentre la coltivazione delle passioni personali e delle competenze intellettuali costituisce un patrimonio duraturo capace di garantire riscatto dopo ogni battuta d’arresto.

