«La mente va in tilt»: Natalie Imbruglia rivela l’impatto di premenopausa e ADHD

«La mente va in tilt»: Natalie Imbruglia rivela l'impatto di premenopausa e ADHD
«La mente va in tilt»: Natalie Imbruglia rivela l'impatto di premenopausa e ADHD

A cinque anni dall’uscita di Firebird, Natalie Imbruglia segna il suo ritorno discografico con il nuovo album Algorithm e sceglie di rompere il silenzio sulle complesse sfide personali affrontate nell’ultimo lustro.

In una recente intervista concessa alla Bbc, la cantante cinquantunenne ha descritto l’impatto combinato della premenopausa e del deficit di attenzione (ADHD), una fase caratterizzata da forte disorientamento cognitivo ed emotivo.

Il legame tra ormoni, ADHD e nebbia mentale

«La premenopausa ha peggiorato il mio deficit da disturbo da attenzione. Sono nervosa e mi comporto in modo strano», ha dichiarato l’artista australiana, sottolineando come la variazione dei livelli ormonali abbia inciso direttamente sulle sue funzioni cerebrali.

La transizione biologica ha causato momenti di profonda confusione mentale, uniti a sbalzi d’umore segnati da ansia e rabbia che hanno alterato le sue interazioni professionali e quotidiane.

«La premenopausa non riguarda solo gli ormoni. Riguarda la mente. Il cervello ha bisogno di estrogeni per funzionare, quindi quando i livelli fluttuano la confusione mentale è piuttosto sconcertante», ha spiegato Imbruglia, descrivendo la frustrazione di veder calare la propria soglia di pazienza di fronte ai collaboratori.

L’ansia da palcoscenico e il sovraccarico sensoriale

Il momento di maggiore crisi si è verificato durante la tournée del 2021 a supporto di Firebird, quando il panico da esibizione è degenerato in una forma acuta e debilitante.

L’artista ha sperimentato una marcata ipersensibilità ai suoni, che rendeva quasi impossibile la normale interazione dietro le quinte: «Anche se le persone mi parlano normalmente, mi sembra che mi urlino contro. Non riesco a elaborare le domande correttamente».

Questa condizione ha trasformato l’organizzazione dei concerti in un contesto critico, rendendole insostenibile persino decidere se bere acqua naturale o frizzante prima di salire sul palco.

Le diagnosi in età adulta

Già nel luglio precedente, durante un confronto con il Times, la cantante aveva rivelato di aver scoperto in età adulta di essere affetta da disturbo da deficit di attenzione e da disturbo ossessivo-compulsivo.

Pur definendo la neurodiversità una risorsa personale, Imbruglia aveva confessato le difficoltà nell’accettare le alterazioni comportamentali indotte dalla tensione pre-concerto.

Il precedente: la dismorfofobia ai tempi di Torn

Il rapporto complesso con la salute psicologica ha radici lontane nella carriera dell’artista, risalenti al debutto internazionale del 1997 con il disco Left of the Middle.

Nel 2022, in un’intervista a The Independent, la cantante aveva spiegato che l’iconico outfit sfoggiato nel video di Torn — felpa con cappuccio e pantaloni militari oversize — non fu una scelta stilistica ma una barriera difensiva: «All’epoca soffrivo di dismorfofobia ed ero insicura. Mi vestivo così per non mostrare le mie forme, non volevo che qualcuno vedesse com’ero fatta».

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