Torna l’ora solare: lancette indietro di 60 minuti e il nodo dei 180 milioni di euro

Torna l'ora solare: lancette indietro di 60 minuti e il nodo dei 180 milioni di euro
Torna l'ora solare: lancette indietro di 60 minuti e il nodo dei 180 milioni di euro

L’Italia si prepara al consueto ritorno all’ora solare. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, alle 3:00 del mattino le lancette andranno spostate indietro di sessanta minuti, posizionandosi nuovamente sulle 2:00.

Il passaggio garantisce un’ora di riposo in più durante la notte del cambio, ma riduce l’illuminazione naturale pomeridiana. Smartphone, computer, tablet e apparecchi connessi alla rete sincronizzeranno l’orario in modo del tutto autonomo, mentre per gli orologi analogici e i dispositivi privi di connessione occorrerà l’intervento manuale.

La spinta per l’orario estivo fisso e la stima sui consumi

La perdita di un’ora di luce nel tardo pomeriggio riaccende le richieste di chi sostiene l’adozione definitiva dell’orario estivo. In Italia, la petizione guidata dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) insieme a Consumerismo No Profit ha raccolto oltre 350mila adesioni a favore dell’ora legale perenne.

Secondo le analisi diffuse dalle due organizzazioni, evitare il ritorno all’ora solare permetterebbe di risparmiare circa 720 milioni di kilowattora ogni anno. Tale riduzione dei consumi energetici equivarrebbe a un taglio della spesa pari a circa 180 milioni di euro, a cui si aggiungerebbe una diminuzione di circa 200mila tonnellate di emissioni di anidride carbonica.

Il consueto passaggio stagionale tra ora legale e ora solare

L’impatto sui ritmi circadiani e sulla salute

La variazione oraria produce effetti diretti anche sull’organismo, costretto a ricalibrare la propria scansione temporale interna. Esperti e sostenitori dell’abolizione dello switch semestrale evidenziano il rischio di un “mini-jet lag sociale”, causato dal disallineamento tra i ritmi biologici individuali e le attività quotidiane.

La comunità scientifica analizza posizioni divergenti su quale impostazione privilegiare: mentre l’ora legale garantisce finestre di luce più ampie a fine giornata, l’ora solare rispetta maggiormente la progressione naturale della luce al mattino.

Il mancato accordo nell’Unione Europea

Il percorso legislativo comunitario per superare l’alternanza biennale resta fermo. Nonostante la proposta iniziale della Commissione europea presentata nel 2018 e il via libera del Parlamento europeo all’abolizione nel 2019, i singoli governi nazionali non hanno formalizzato un’intesa condivisa.

La frammentazione delle scelte nazionali rischierebbe di creare discrepanze orarie tra Paesi limitrofi, penalizzando i collegamenti dei trasporti, le reti di comunicazione e la gestione uniforme del mercato interno europeo. Inoltre, le differenti latitudini tra l’area mediterranea e il Nord Europa generano bisogni opposti nell’esposizione solare annuale.

In assenza di novità normative all’interno dei trattati europei, il sistema a doppio orario resta confermato: la notte del 25 ottobre 2026 alle ore 3:00 le lancette torneranno sulle ore 2:00.

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