Il cemento di Flushing Meadows mette di fronte due delle interpreti più attese del circuito femminile: Coco Gauff e Mirra Andreeva. Nel pomeriggio italiano di mercoledì 9 settembre, la statunitense e la russa si contendono l’accesso alla semifinale dello US Open.
Il tabellone propone un incrocio ad alta quota tra la testa di serie numero 4 e la numero 5. Se la classifica attuale racconta una vicinanza millimetrica, lo storico delle sfide dirette segna un dominio netto: l’americana conduce infatti per 5-0.
L’ultimo precedente risale allo scorso maggio sulla terra battuta degli Internazionali d’Italia a Roma. In quell’occasione Gauff riuscì a imporsi al termine di una maratona chiusa con il punteggio di 4-6 6-2 6-4.
Il peso dei precedenti e la stima tra le due giocatrici
Alla vigilia della sfida newyorkese, Andreeva non nasconde la complessità dell’ostacolo. “Sappiamo tutti che Coco è una grande lottatrice, quindi sento che nemmeno un punto sarà facile se gioco contro di lei”, ha ammesso la russa, sottolineando anche i progressi tecnici dell’avversaria, a partire dal servizio.
Giocare a New York contro l’idolo di casa aggiunge una variabile determinante. Andreeva ha spiegato che “con il pubblico di casa sarà una partita ancora più difficile”, fissando comunque l’obiettivo di esprimere il miglior livello possibile.
Dal canto suo, Gauff respinge la lettura di un confronto scontato. “Mirra è una con cui ho sempre partite toste: sono andate a mio favore, ma ogni partita sarebbe quasi potuta andare in un modo o nell’altro”, ha dichiarato la statunitense, evidenziando il nuovo status dell’avversaria, reduce dal trionfo al Roland Garros.
Lo specchio tattico sul campo
A rendere il duello ancora più serrato interviene un’impostazione tattica quasi speculare. Gauff ha infatti sottolineato le affinità nel modo di interpretare gli scambi.
“Serve bene, è davvero atletica: facciamo cose simili e giochiamo in modo simile”, ha osservato la numero 4 del tabellone. “Lei sa difendere e attaccare, sa fare tutto bene in campo; la vittoria si ridurrà a chi riuscirà a stringere di più i denti nei momenti cruciali”.
La gestione psicologica: la leggerezza ritrovata e la routine Slam
Andreeva raggiunge i quarti a Flushing Meadows dopo aver piegato Anastasia Potapova al termine di una dura rimonta. Il torneo segna una svolta su una superficie storicamente ostica per lei, arrivata dopo aver dovuto gestire le enormi aspettative seguite al trionfo di Parigi.
“Dopo aver vinto l’Open di Francia sentivo che dovevo vincere ogni partita che giocavo, perché avevo conquistato il torneo più importante della mia vita”, ha raccontato Andreeva. Il cambio di passo è maturato grazie al lavoro con la sua psicologa durante la tappa di Cincinnati, impostando un approccio mirato a sgonfiare la pressione e a vivere ogni match senza il peso dell’obbligo del risultato.
Di fronte a questa ritrovata spensieratezza si staglia l’abitudine granitica di Gauff alle fasi decisive dei Major. Interrogata sull’atmosfera infuocata dei quarti newyorkesi, la statunitense ha chiarito la propria serenità: “Continuo ad arrivare costantemente ai quarti di finale, quindi il momento non mi sembra più così grande”.

