I dati di ascolto certificano un cambio di passo epocale nell’automobilismo italiano. Il Gran Premio d’Italia vinto da Kimi Antonelli all’Autodromo Nazionale di Monza ha incollato al video 4 milioni e 464 mila spettatori medi, toccando il 39% di share televisivo.
I contatti unici hanno superato quota 7 milioni. Si tratta di numeri superiori persino a quelli registrati nel 2024, quando il trionfo di Charles Leclerc con la Ferrari raccolse 3 milioni e 766 mila telespettatori.
I numeri del trionfo: l’interesse dopo il podio
L’attenzione del pubblico non è calata al momento della bandiera a scacchi. Sky ha registrato 1 milione e 136 mila spettatori rimasti sintonizzati per seguire le interviste e le analisi nello studio post gara.
Lo stesso fenomeno si è replicato sulle piattaforme online, dove centinaia di migliaia di appassionati hanno cercato e condiviso i filmati dei sorpassi decisivi e il podio del ventenne bolognese.
L’impatto di un successo storico
Antonelli è riuscito a conquistare il gradino più alto del podio rimontando dal fondo dello schieramento al volante della sua Mercedes. Il talento cresciuto a Bologna ha spezzato un digiuno tricolore durato decenni nel circuito brianzolo.
Il precedente di Ludovico Scarfiotti
Per ritrovare un pilota italiano vincitore a Monza prima di Antonelli bisogna risalire a quasi sessant’anni fa, con la vittoria di Ludovico Scarfiotti. Un’attesa così prolungata ha spinto il pubblico delle tribune a intonare cori per una freccia d’argento, superando la tradizionale fede esclusiva verso Maranello.
La Ferrari, che in passato aveva ritenuto il pilota troppo giovane per i propri programmi, osserva ora l’affermazione del talento emiliano con un altro costruttore. Davanti all’impresa in pista, l’entusiasmo dei tifosi ha scelto la persona prima del marchio.

