«Mi hanno offerto 40 milioni per tacere»: la rivelazione su Elon Musk scuote Venezia

«Mi hanno offerto 40 milioni per tacere»: la rivelazione su Elon Musk scuote Venezia
«Mi hanno offerto 40 milioni per tacere»: la rivelazione su Elon Musk scuote Venezia

Una proposta a otto cifre per comprare il silenzio. Durante la conferenza stampa alla Mostra del Cinema di Venezia per la prima del documentario Musk, l’ex influencer Ashley St. Clair ha rivelato di aver rifiutato una somma enorme pur di non rendere pubblici i retroscena della sua relazione con Elon Musk.

«Mi sono stati offerti 40 milioni di dollari per non parlare», ha dichiarato la ventottenne ai cronisti presenti al Lido. La donna ha spiegato come una proposta simile l’abbia spinta a interrogarsi sul valore della propria voce e sulle ragioni dietro la volontà di pagare cifre spropositate per imporle il silenzio.

La trattativa economica e il rifiuto dell’accordo di riservatezza

St. Clair, che con il patron di Tesla e SpaceX ha avuto un figlio di nome Romulus, affronta da mesi un aspro contenzioso legale per l’affidamento del bambino. In laguna ha inoltre espresso forte autocritica per i suoi trascorsi nell’orbita della destra conservatrice, definendo ingenua la propria condotta passata.

Non è la prima volta che l’ex influencer denuncia pressioni economiche. Già lo scorso giugno, durante un intervento nel format web condotto da Don Lemon, St. Clair aveva descritto i dettagli del presunto accordo.

Secondo la sua testimonianza, Musk avrebbe inviato un messaggio a lei e al suo collaboratore Jared Birchall con la disposizione di versarle 15 milioni di dollari per l’acquisto di un’abitazione e come riserva finanziaria. Pochi giorni dopo, Birchall l’avrebbe trattenuta al telefono per due ore spiegandole la necessità di firmare un accordo di non divulgazione (NDA), rifiutato categoricamente dalla donna.

Al momento, né Birchall né il collegio difensivo dell’imprenditore hanno rilasciato dichiarazioni o repliche ufficiali alle accuse.

L’indagine cinematografica su Elon Musk

Le dichiarazioni di St. Clair si inseriscono nella cornice del documentario firmato dal premio Oscar Alex Gibney. L’opera, della durata di quasi quattro ore, debutterà nelle sale statunitensi il prossimo 16 ottobre.

Quattro ore tra sfera privata e ascesa politica

La pellicola analizza le controversie del miliardario: dalla complessa vita familiare, segnata da 14 figli avuti con quattro partner diverse e dure battaglie legali per la custodia, fino al peso politico, all’alleanza con Donald Trump e alla gestione di X.

Musk non ha concesso interviste per il film e in passato ha definito Gibney «un imbecille fazioso» impegnato a produrre un ritratto diffamatorio. Per sopperire all’assenza del protagonista, il regista ha fatto ricorso a dichiarazioni pubbliche e filmati d’archivio.

All’Associated Press, Gibney ha spiegato di essere partito senza pregiudizi con il desiderio di confrontarsi apertamente con Musk. Dopo il rifiuto del miliardario, il lavoro d’inchiesta si è concentrato esclusivamente sulla verifica dei fatti documentati.

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