Il campione trentino Maurizio Fondriest ha presentato in anteprima al Festival dello Sport di Trento il docufilm “The Fondriest Way”, un viaggio cinematografico che ripercorre le sue imprese iridate partendo da un’estenuante traversata di 750 chilometri nel deserto del Great Karoo. L’opera raccoglie i ricordi dell’ex ciclista clesiano, mettendo a confronto sullo schermo aneddoti storici con l’eterno rivale Gianni Bugno e il tributo al mito Eddy Merckx, offrendo una panoramica completa sulla sua eredità agonistica e personale.
La cornice del Palazzo della Regione di Trento ha fatto registrare il tutto esaurito per questo evento, trasformando un semplice annuncio in un dialogo a cuore aperto tra vecchi rivali. Dietro le quinte del progetto non ci sono soltanto le registrazioni delle vittorie internazionali, ma una dimensione intima nata lontano dall’asfalto delle competizioni tradizionali.
Da dove nasce il docufilm: l’avventura alla Nedbank Gravel Burn

La scintilla creativa che ha dato origine al documentario non si è accesa sfogliando i ritagli delle vecchie edizioni della Milano-Sanremo, ma affrontando le piste polverose del Sudafrica. Fondriest ha scelto di mettersi alla prova nella Nedbank Gravel Burn, completando una maratona di 750 chilometri immerso nella natura selvaggia del Great Karoo.
A rendere speciale quella prova estrema è stata la presenza della figlia Carlotta, compagna di sella durante l’intera traversata sudafricana. Questa esperienza condivisa è diventata il filo conduttore dell’opera, il meccanismo narrativo scelto dal campione per riavvolgere il nastro di un’intera carriera professionistica.
Questa è stata l’occasione perfetta per guardarsi indietro e fare il punto su un viaggio lungo una vita. Aver condiviso questa avventura e questo racconto con mia figlia Carlotta dà a tutto il lavoro un valore che va ben oltre le vittorie del passato.
Il progetto è attualmente in fase di completamento e montaggio, in attesa che vengano diffuse le date ufficiali di distribuzione e le piattaforme streaming designate per la trasmissione.
Bugno e Merckx: l’eredità agonistica tra rivalità e mito
Uno dei momenti centrali del Maurizio Fondriest docufilm riguarda il confronto diretto con Gianni Bugno, compagno di palco al festival e testimone di decenni di ciclismo epico. I due hanno ripercorso i primi incroci partendo dalle categorie giovanili, come la beffarda caduta di Fondriest alla Coppa d’Oro che spianò la strada al trionfo di Bugno.
La tensione sportiva raggiunse il culmine al Mondiale di Renaix nel 1988, dove un giovanissimo Fondriest conquistò la maglia iridata a soli 23 anni, lasciando Bugno a fare i conti con una sconfitta amara tanto da farlo tornare a casa in auto anziché sul pullman della nazionale azzurra. Nel lungometraggio spicca anche il contributo di Eddy Merckx, idolo assoluto d’infanzia del ciclista trentino sin da quando lo vide gareggiare in notturna a Merano restandone folgorato.
C’era questa rivalità, però poi nel ciclismo condividi la fatica, le cadute, il caldo, il freddo e questo ti unisce molto.
Molti appassionati credono che le rivalità più accese nel ciclismo lascino rancori permanenti una volta scesi dalla sella. La storia tra Fondriest e Bugno dimostra l’esatto contrario: l’agonismo spietato delle corse su strada si è convertito col tempo in una profonda amicizia fondata sul reciproco rispetto per le fatiche condivise.
La carriera di Maurizio Fondriest a confronto con il progetto

Il docufilm analizza vittorie straordinarie e dolorosi stop fisici, offrendo uno spaccato dettagliato di una delle figure più riconoscibili del panorama ciclistico italiano.
| Aspetto narrativo o sportivo | Dettaglio tratto da “The Fondriest Way” |
|---|---|
| Titolo ufficiale | “The Fondriest Way” |
| Innesco narrativo | 750 km alla Nedbank Gravel Burn in Sudafrica con Carlotta |
| Trionfo iridato | Mondiale su strada a Renaix nel 1988 a 23 anni |
| Successi monumento | Milano-Sanremo 1993, Freccia Vallone e due Coppe del Mondo |
| Ospiti e testimonianze | Gianni Bugno ed Eddy Merckx |
| Ritiro agonistico | Anno 1998, condizionato da problemi cronici alla schiena |
Tra famiglia e l’orizzonte verso il 2031
La famiglia riveste un ruolo essenziale nella pellicola: la vittoria alla Milano-Sanremo del 1993 è rimasta indissolubilmente legata alla nascita della figlia Maria Vittoria, mentre con il figlio Lorenzo il campione condivide la passione quotidiana per la montagna e lo sport all’aria aperta. Da ragazzino la scelta fu quasi obbligata tra lo sci e la bici, optando per il ciclismo perché più economico.
Oggi la figura di Fondriest continua a rappresentare la sua terra d’origine: come ricordato da Maurizio Rossini, Ceo di Trentino Marketing, l’ex iridato è stato nominato ambasciatore del Supermondiale del 2031 che si terrà proprio in territorio trentino, suggellando un legame indissolubile con la comunità locale.
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