Il sistema scolastico adotta il meccanismo del doppio tetto alunni stranieri, introducendo una precisa distinzione tra la formazione delle nuove classi e il potenziamento linguistico obbligatorio. Al limite del 30% per le classi prime, pensato per governare la distribuzione degli iscritti, si affianca la soglia del 20%, già operativa e mirata a far scattare docenti dedicati e corsi intensivi di lingua italiana.
La regolamentazione non valuta il semplice dato anagrafico della cittadinanza, bensì il reale percorso didattico già svolto dall’alunno nel nostro Paese. Questo chiarimento evita automatismi indiscriminati e risponde a un divario concreto: gli studenti con background migratorio completano infatti il primo ciclo con un ritardo medio in italiano di circa due anni, divario che scende a un anno per le seconde generazioni.
Come funziona la soglia del 30% nelle classi prime

La soglia del 30% entrerà a regime nelle classi prime a partire dal prossimo anno scolastico e stabilisce un tetto massimo di studenti stranieri calcolato su criteri ben definiti. Non tutti gli studenti privi di cittadinanza italiana rientrano nel conteggio: l’obiettivo è monitorare l’inserimento di chi presenta un effettivo bisogno di alfabetizzazione o familiarizzazione con i programmi nazionali.
I requisiti per l’inclusione nel computo variano a seconda del grado di istruzione:
- Scuola primaria: rientrano nel calcolo esclusivamente i bambini con cittadinanza non italiana che non sono nati in Italia oppure che non hanno frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia.
- Scuola secondaria di primo e secondo grado: il conteggio comprende gli studenti stranieri che non hanno frequentato con esito positivo almeno tre anni all’interno del sistema scolastico nazionale.
Gli allievi che hanno completato regolarmente tali percorsi educativi pregressi sono quindi esclusi dal vincolo percentuale. Nel caso in cui una classe superi il limite stabilito, i dirigenti scolastici e gli uffici competenti devono riequilibrare i numeri tramite accordi di rete con gli istituti vicini, garantendo sempre il criterio della prossimità al domicilio e la tutela delle necessità familiari documentate, in particolare per l’assistenza a persone con disabilità.
Non smembreremo classi, legge è equilibrata.
A cosa serve il tetto del 20% e quando scatta il docente A-23
Mentre il 30% gestisce l’organico di partenza dei nuovi iscritti, il tetto del 20% rappresenta un meccanismo di supporto didattico e organizzativo. Questa soglia opera quando almeno un quinto della classe è formato da studenti che si iscrivono per la prima volta nella scuola italiana o che risultano privi di competenze linguistiche pari almeno al livello A2 del Quadro comune europeo di riferimento.
Il raggiungimento di tale quota attiva immediatamente misure di supporto strutturate:
- Assegnazione di docenti specializzati nell’insegnamento dell’italiano a studenti stranieri, con riferimento alla classe di concorso A-23.
- Avvio di laboratori linguistici dedicati per accelerare il raggiungimento delle competenze di base.
- Attivazione di percorsi extracurricolari di recupero per gli studenti che entrano a percorso avviato durante l’anno scolastico.
Laddove non risulti logisticamente possibile trasferire un iscritto presso una sede limitrofa senza disagi per il nucleo familiare, il potenziamento linguistico interno sostituisce qualsiasi ipotesi di spostamento.
Mito e realtà: il confronto tra i due limiti scolastici

Una convinzione diffusa ipotizzava che il vincolo del 30% avrebbe portato allo smembramento immediato di migliaia di classi su tutto il territorio. L’analisi condotta sui dati del Portale unico del Ministero evidenziava 33.222 classi con oltre un terzo di studenti stranieri, pari al 9,1% delle 365.935 classi statali censite, distribuite in 4.295 istituti. Tuttavia, tale stima aggregava l’intera platea con passaporto estero, senza escludere chi è nato in Italia o vi ha studiato regolarmente.
Le differenze operative delle due soglie
I due limiti rispondono a finalità diverse e non si sovrappongono in modo indistinto:
| Parametro | Applicazione e Funzione |
|---|---|
| Tetto del 30% | Regola la formazione delle classi prime; esclude chi ha già frequentato 2 anni di infanzia o 3 anni positivi di scuola italiana. |
| Tetto del 20% | Scatta con alunni privi del livello linguistico A2 o neo-iscritti; attiva docenti A-23 e percorsi di italiano L2. |
Le nuove indicazioni puntano a coniugare l’inclusione nei quartieri con l’esigenza di colmare i divari di apprendimento prima che si trasformino in dispersione scolastica.
📱 Il funzionamento delle classi e l’applicazione dei criteri linguistici rappresentano un passaggio decisivo per l’organizzazione delle scuole nei singoli territori.
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Quiz
Il doppio tetto per gli alunni stranieri a scuola
Tre domande per verificare la comprensione dell'articolo
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Quale intervento viene attivato prioritariamente al raggiungimento della soglia del 20%?
Perché: La soglia del 20% fa scattare l'assegnazione di docenti A-23 specializzati nell'insegnamento dell'italiano a studenti stranieri.
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Nelle scuole secondarie, quali studenti rientrano nel computo del tetto del 30%?
Perché: Nelle secondarie il calcolo include solo gli alunni stranieri senza almeno tre anni frequentati con esito positivo nel sistema nazionale.
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Come si procede se il trasferimento di un allievo in una scuola vicina comporta disagi alla famiglia?
Perché: Qualora non sia possibile trasferire l'alunno senza disagi familiari, la scuola applica il potenziamento linguistico interno.
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