Nessun ruolo a Roma: Salis blinda il suo mandato
“A Genova”. Silvia Salis ha risposto così, a più riprese, alla platea della Festa dell’Unità che chiedeva chiarimenti sul suo futuro politico.
Dopo poco più di dodici mesi alla guida della città, la sindaca ha sbarrato la porta a qualsiasi candidatura per le primarie nazionali del centrosinistra. Ha inoltre escluso ogni partecipazione diretta alla fondazione di nuovi soggetti politici centristi.
Sullo strumento delle primarie a ridosso del voto nazionale, la posizione espressa è netta: si tratta di un percorso divisivo e dannoso se non accompagna una convergenza politica già solida.
Il modello Genova contro le divisioni interne
Nel capoluogo ligure l’amministrazione poggia su un’alleanza ampia che raccoglie Pd, Movimento 5 Stelle, Avs, Azione e Italia Viva.
Salis ha rivendicato l’esperienza cittadina come esempio pratico: concentrarsi sui punti di contatto programmatici permette di governare senza la pretesa di un’unanimità totale su ogni singolo dossier.

La sindaca ha commentato anche il traguardo di durata dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, replicando che la longevità di un governo non coincide automaticamente con la qualità dei risultati.
Le priorità e i nodi dell’amministrazione locale
Il programma tracciato per la città comprende il salario minimo negli appalti comunali, il riconoscimento delle figlie di due mamme, il sostegno all’edilizia sociale e la tutela delle spiagge libere.
Resta aperto il fronte dei servizi essenziali, a partire dal trasporto pubblico locale gestito da Amt. L’azienda ha dovuto rimodulare le corse e incrementare le tariffe per far fronte al disavanzo ereditato dalle gestioni precedenti ed evitare il dissesto finanziario.
Salis ha ribadito la necessità di concentrarsi sui problemi pratici dei territori, respingendo l’ipotesi di spendere la propria figura sul piano nazionale prima di aver completato il lavoro a Genova.

