Piazza Monte di Pietà a Treviso si prepara a un radicale cambio d’assetto. L’ex bar “La Pace” riaprirà nella sua veste originaria di caffè d’epoca, ma senza alcun plateatico esterno.
La decisione azzera la presenza dei tavolini all’aperto per restituire allo spazio pubblico le sue proporzioni storiche. Lo stop definitivo alle strutture esterne segue la chiusura avvenuta la scorsa estate sia de “La Pace” sia del vicino “Cloakroom”, causata dal mancato rinnovo delle locazioni da parte di Fondazione Cassamarca.
Il nuovo corso di piazza Monte di Pietà senza plateatico
Il presidente di Fondazione Cassamarca, Luigi Garofalo, ha chiarito la linea d’intervento per il futuro dell’area, attualmente segnata dal vuoto e dall’erba tra i ciottoli. L’obiettivo primario è cancellare ogni elemento di stazionamento esterno ritenuto estraneo al disegno originario della piazza.
«La Pace sarà restituita alla sua essenza storica», ha dichiarato Garofalo, respingendo l’idea di mantenere arredi all’esterno. Di fronte alle polemiche scatenate dalla chiusura delle due attività, il presidente ha ribadito l’autonomia dell’ente: «Noi non rispondiamo a nessuno che non sia il Ministero del Tesoro».
La memoria storica e la gestione diretta
Le ricerche condotte presso l’archivio Fast della Provincia documentano una presenza del locale ben più antica di quanto ritenuto finora. «Quel bar è lì non da 49 anni ma da almeno 149», ha precisato Garofalo, ricordando le visite nella piazzetta risalenti alla propria infanzia negli anni Sessanta.

La riapertura dell’ex bar La Pace potrebbe avvenire con una conduzione diretta da parte di Ca’ Spineda. Questa formula gestionale temporanea servirà a restituire l’immobile alla cittadinanza prima di definire i collegamenti fisici con il complesso monumentale.
I lavori al Monte di Pietà e il futuro di Palazzo della Dogana
Il piano generale punta a rendere pienamente accessibile al pubblico la Sala dei Rettori all’interno del Monte di Pietà. Attualmente gli accessi sono limitati a una scala ripida e a un singolo ascensore, barriere che richiedono un ripensamento strutturale dei percorsi interni.
Fondazione Cassamarca ha già deliberato gli interventi di restauro delle facciate, per i quali si attende il via libera della Soprintendenza. Parallelamente si muovono le decisioni sull’ex sede universitaria di Palazzo della Dogana, dove nascerà un istituto di studi superiori a indirizzo giuridico-filosofico sul modello dell’Istituto Croce di Napoli, con percorsi di laurea e dottorato in fase di valutazione.

