Giorgio Viezzer, 61 anni, manager e imprenditore di Altivole, ha scelto il silenzio dopo il naufragio dello yacht di 20 metri avvenuto domenica al largo di Jesolo. L’uomo si trovava al comando dell’imbarcazione quando le fiamme sono divampate a un chilometro e mezzo dalla spiaggia, a est dell’imboccatura portuale.
A bordo erano presenti circa dieci persone, soprattutto amici dei figli del comandante. Tutti gli occupanti sono stati portati in salvo prima che l’imbarcazione colasse a picco, senza registrare feriti.
Dinamica dell’incendio a 1,5 km dalla costa
L’incendio ha sprigionato un’imponente colonna di fumo nero, visibile fino al litorale di Caorle. La ricostruzione dei fatti attribuisce l’innesco a un corto circuito partito con ogni probabilità dall’impianto di aria condizionata.
La scintilla ha attaccato rapidamente le pareti e la vernice dello scafo. L’intervento immediato con gli idranti di bordo non è bastato a frenare l’avanzata delle fiamme.
Il ruolo dei soccorsi e l’evacuazione
Viezzer ha coordinato l’evacuazione di tutti i presenti mentre sul posto interveniva una seconda barca da diporto guidata dall’imprenditore padovano Walter Bisiol, a bordo con la compagna Karin Paoletti.

I due si sono affiancati allo scafo in fiamme mettendo a disposizione i propri estintori e accogliendo i primi passeggeri sulla loro imbarcazione prima dell’arrivo delle motovedette ufficiali.
Bonifica ambientale e responsabilità economiche
Lo yacht, che batteva bandiera polacca ed era intestato a una società straniera, è affondato definitivamente intorno alle ore 20:00 di domenica. Viezzer ricopriva esclusivamente il ruolo di comandante al timone.
La Capitaneria di Porto di Jesolo ha confermato che non risultano persone indagate né inchieste penali in corso. Il fascicolo si concentra ora sul piano economico e ambientale.
I vigili del fuoco e la Guardia costiera hanno delimitato l’area del naufragio per prevenire sversamenti di carburante sul fondale e organizzare il recupero del relitto. L’intera copertura dei costi per le operazioni di bonifica resterà a carico della società proprietaria dell’imbarcazione.

