El Niño fino al 2027: allarme ONU con anomalie termiche fino a +2,5 °C nel Pacifico

El Niño fino al 2027: allarme ONU con anomalie termiche fino a +2,5 °C nel Pacifico
El Niño fino al 2027: allarme ONU con anomalie termiche fino a +2,5 °C nel Pacifico

Il Segretario Generale dell’ONU António Guterres ha lanciato un allarme netto sulle prospettive climatiche globali: “El Niño sta assumendo proporzioni gigantesche. Il pianeta si trova in acque inesplorate“. L’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) stima una probabilità vicina al 100% che il fenomeno persista fino al primo trimestre del 2027.

Le acque del Pacifico equatoriale registrano anomalie termiche superficiali comprese tra +1,5 °C e +2,5 °C sopra la media storica. Questa configurazione spinge l’intero sistema verso nuovi record di caldo, rischiando di far superare la soglia critica di 1,5 °C di riscaldamento globale rispetto ai livelli preindustriali.

Lo scenario globale previsto per il biennio 2026-2027

El Niño non agisce come un meccanismo deterministico su ogni singola area, ma altera in modo significativo le probabilità statistiche di eventi estremi su scala planetaria. Il rilascio di calore oceanico si somma all’effetto dei gas serra di origine antropica.

  • Alluvioni e piogge torrenziali: atteso un forte aumento delle precipitazioni in Sud America, nel Corno d’Africa e in Asia meridionale, con conseguente rischio idrogeologico.
  • Siccità e incendi: Australia, Indonesia e America Centrale affrontano una maggiore probabilità di lunghi periodi secchi e roghi boschivi.
  • Nuovi picchi termici: elevate probabilità di stabilire record storici per le temperature medie della Terra.

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Grafico delle tendenze termiche e probabilistiche di El Niño fino al 2027.

Le ripercussioni sul bacino del Mediterraneo

Nonostante la distanza dal Pacifico, la circolazione atmosferica mondiale trasferisce gli effetti climatici attraverso schemi di teleconnessione. L’alterazione della Cella di Walker modifica direttamente la traiettoria della corrente a getto polar-atlantica (Jet Stream), il nastro di venti d’alta quota che guida le perturbazioni verso l’Europa.

Cosa rischia l’Italia

La deviazione della Jet Stream favorisce la formazione di blocchi atmosferici prolungati. Questo meccanismo può generare una marcata alternanza tra fasi di secca anomala ed episodi di pioggia concentrata in poche ore.

Sul territorio italiano si prospettano autunni e inverni con temperature superiori alle medie stagionali, con ripercussioni negative sulla tenuta del manto nevoso sulle Alpi e sugli Appennini. Inoltre, un mar Mediterraneo più caldo fornisce maggiore vapore acqueo ed energia, aumentando l’intensità potenziale dei fenomeni temporaleschi al primo afflusso di aria fredda.

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